Santarcangelo: sulle grotte di piazza Balacchi il Comune oppone il silenzio anche davanti all’interrogazione della Lega

Santarcangelo: sulle grotte di piazza Balacchi il Comune oppone il silenzio anche davanti all’interrogazione della Lega

«Il procedimento rientra in un regime speciale di segretezza o riservatezza e sostanzialmente non di nostra competenza». L'amministrazione comunale si trincera dietro questa motivazione e al gruppo leghista che sta cercando di capire cosa sia accaduto, a quanto pare lo scorso dicembre, nel cantiere archeologico, non conferma nemmeno se una violazione c'è stata. L'affare scotta.

Ci siamo occupati per primi della vicenda, ancora avvolta da molti misteri, che riguarda la presunta «manomissione» del cantiere archeologico di piazza Balacchi a Santarcangelo.

L’area archeologica di Santarcangelo sotto la lente del nucleo Tpc dei carabinieri e della Soprintendenza

Che qualcosa di rilevante fosse accaduto l’abbiamo potuto appurare. Sono stati interessati dei fatti la Soprintendenza di Ravenna, i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Bologna e quasi certamente anche la Procura della Repubblica di Rimini. Ma sui dettagli, cioè sullo specifico della violazione che sarebbe stata commessa, le informazioni scarseggiano.

Com’è noto il gruppo consiliare della Lega di Santarcangelo ha presentato una interrogazione.

La Lega chiede lumi sulle «presunte violazioni nell’area archeologica di piazza Balacchi»

Abbiamo chiesto al primo firmatario della interrogazione, Gabriele Stanchini, che insieme a Marco Fiori e Jennifer Serra ha sollecitato la giunta Parma a fare un po’ di chiarezza, se la risposta è arrivata.
«Sì, circa un mese dopo la nostra interrogazione, ma nel merito alza un muro, sostenendo che non abbiamo diritto nemmeno a sapere se violazione c’è stata», risponde Stanchini. Nella interrogazione i consiglieri della Lega domandavano infatti, fra l’altro, «di confermare o meno la “violazione”» senza nessun altro particolare “sensibile”.

Gabriele Stanchini. Il consigliere comunale della Lega di Santarcangelo che sta cercando di far luce sui misteri dell’area archeologica di piazza Balacchi.

Per quale ragione il Comune si trincera dietro il più assoluto riserbo? «Si richiama al fatto che l’interrogazione ha a che fare con un procedimento che rientra in un regime speciale di segretezza o riservatezza e sostanzialmente non di competenza dell’amministrazione comunale e pertanto al momento non può esprimersi».
Una formula che solitamente viene utilizzata nei pochissimi casi in cui un Comune può negare le prerogative solitamente riconosciute ad un consigliere comunale (elencate all’articolo 43 del Testo unico degli enti locali), come quella dell’accesso agli atti: ad esempio in presenza di un’attività di indagine in corso, o comunque a tutela di particolari ragioni che potrebbero ledere l’interesse generale o di terzi. Su questa materia non mancano sentenze dei Tar e del Consiglio di Stato, ma sarebbe da approfondire se anche il caso di Santarcangelo rientri nella fattispecie.

Passiamo invece alla grotta di piazza Balacchi, ancora coperta dalla pedana della Sangiovesa: vi hanno comunicato qualcosa a proposito della situazione degli scavi e sulla tempistica del progetto che la giunta ha deciso già da tempo?
«Gli uffici comunali spiegano lo stato dell’arte, l’iter dei lavori, aggiungono che gli scavi sono stati interrotti a novembre, e che a fine dello scorso dicembre è stata affidata la progettazione definitiva e esecutiva, dalla quale dipenderà anche il cronoprogramma dei lavori. E che naturalmente per attuare l’intervento sarà necessario togliere la pedana per poter accedere al sito archeologico».

Fin qui le poche news a disposizione. L’interrogativo che tanti si stanno ponendo è questo: se il cantiere fosse sotto sequestro i tempi di ultimazione del progetto (il cui costo ammonta a circa 400mila euro) slitterebbero per forza di cose in avanti? Quasi certamente sì. Ricordiamo che l’amministrazione comunale conta di arrivare ad una fruizione di tipo turistico, culturale ma anche enogastronomico, delle grotte, rendendole visitabili e utilizzabili per mostre e spazi espositivi.
La curiosità è tanta: cosa è effettivamente accaduto nello scavo in questione? Chi si sarebbe intromesso e perché? Stando alle indiscrezioni, la violazione che ha fatto scattare l’intervento della Soprintendenza e dei carabinieri che tutelano il patrimonio culturale, presumibilmente ad opera di qualcuno che non avrebbe avuto titolo ad introdursi nell’area archeologica, sarebbe avvenuta lo scorso dicembre. Naturalmente l’amministrazione comunale è perfettamente a conoscenza dell’accaduto, ma ritiene di non poter scoprire le carte per le ragioni già ricordate. L’affare scotta.

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