Via l’amianto dall’ex Corial: finalmente partiti i lavori

Via l’amianto dall’ex Corial: finalmente partiti i lavori

La copertura in cemento amianto della struttura che da anni si trova in stato di abbandono, diventata anche rifugio per sbandati, ha le settimane contate. L'intervento è iniziato il 19 giugno e terminerà a settembre. Segnalazioni, proteste e articoli di Riminiduepuntozero, hanno acceso l'attenzione sul problema.

Dopo anni di (reale) pericolo per residenti e lavoratori costretti a svolgere la loro attività all’ombra del maligno tetto dell’ex capannone Corial, situato tra via Vittime dell’11 Settembre e via Giovanni Palmiri (zona Centro Commerciale Le Befane), sono finalmente iniziate le opere di asportazione della copertura di “cemento-amianto”.

Riminiduepuntozero ha segnalato più volte (uno, due, tre) la pericolosità di quei vecchi pannelli sbrecciati che incombono sulla confinante stazione di rifornimento carburante. Sono occorsi anni di denunce agli organi competenti, proteste dei cittadini e del nostro giornale che ha anche richiesto chiarimenti ufficiali all’Asl (peraltro mai arrivati), per smuovere il pachidermico sistema burocratico-operativo. L’importante è che ora sia partita l’opera di bonifica. La società forlivese proprietaria dell’immobile si avvale di una ditta con sede a Cesenatico specializzata per questo tipo di interventi. Come prevedibile, a Rimini ci sono vari edifici con problemi analoghi di cui daremo conto (e immagini) in futuro.

La questione del venefico composto affligge l’intero Stivale. L’amianto è vietato da oltre due decenni. I tempi biblici dovuti a rinvii, deroghe, cavilli, la cattiva volontà, nonostante gli aiuti statali, di molti proprietari di immobili nonché la cronica inconcludenza burocratica dell’amministrazione pubblica italiana, vede tuttora troppe superfici aeree lastricate di fibro-cemento. Consigliamo di leggere, ma vi avvisiamo che fa venire i brividi, il Dossier Amianto del 2011 a cura di Legambiente. Vi si legge anche che “le conseguenze oncogene dell’esposizione all’amianto fossero note a partire dagli anni ‘50, come si può desumere dalla letteratura italiana e straniera facilmente disponibile ai medici del lavoro ed ai cultori della materia”. Perché la strage non è stata fermata prima?

E’ utile ricordare brevemente che il cemento-amianto viene brevettato da un austriaco nel 1901. Il nuovo, “mirabolante” prodotto, dilaga soprattutto nel settore dell’edilizia. Le applicazioni sono molteplici, il business è notevole. L’Italia ci si tuffa verso la fine degli anni ’20 fino a tutti gli anni ’80.
La prima nazione a effettuare studi approfonditi e ritenere l’amianto pericoloso è la Gran Bretagna nel 1930. Nel 1943 la Germania mette in relazione il cancro al polmone e il mesatelioma con l’inalazione di asbesto (amianto). L’Islanda ne vieta definitivamente l’uso nel 1983. Attualmente sono una cinquantina i paesi che ne hanno bandito l’uso e la produzione. Tra questi non figura il Brasile, dove l’eternit ha tuttora “licenza di uccidere”.

Tornando all’ex Corial, il capannone era diventato un dormitorio per extracomunitari e balordi. Un rumeno fu anche trovato morto all’interno (per cause naturali, ndr). I lavori per bonificare l’area hanno avuto inizio il 19 giugno e termineranno il prossimo 10 settembre. Auguriamoci che ora si metta definitivamente in archivio il caso dell’amianto alla Corial: “Eternit riposo…”

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