Beat Village, Dolorati: “Ecco la prova che il Comune ci ha remato contro”

Beat Village, Dolorati: “Ecco la prova che il Comune ci ha remato contro”

In una lettera con la quale i legali di Al Bano contestano precisi inadempimenti alla Dock Production, scrivono pure che “Al Bano e Romina si sono visti costretti, anche su invito del Sindaco di Rimini, che ha ritirato il patrocinio al Beat Village, ad annullare il concerto e a comunicarlo con apposita conferenza stampa”. Stasera l'evento in piazzale Fellini. E ai fan interessa solo ascoltare la celebre coppia e godersi due ore di emozioni e divertimento.

“E’ la conferma di quanto ho sostenuto fino ad oggi, ed è una conferma clamorosa perché viene dal principale protagonista”. Willer Dolorati (nella foto), che nella intervista al nostro giornale aveva dichiarato di essere stato sostanzialmente boicottato nel suo progetto del Beat Village, e lo stesso ha fatto con comunicati stampa, in altre interviste e dalla pagina Facebook della manifestazione, ora ritiene di avere in mano anche la prova. Di cosa si tratta? “Ho appena ricevuto una comunicazione dai legali di Al Bano nella quale si afferma, fra l’altro, messo nero su bianco, che “Al Bano Carrisi e Romina Power si sono visti costretti, anche su invito del Sindaco di Rimini che ha ritirato il patrocinio all’intera manifestazione Beat Village, ad annullare il concerto ed a comunicarlo con apposita conferenza stampa”. Anche su invito del sindaco…chiaro? Il giorno 26 luglio, quando Al Bano e Romina decidevano di non salire sul palco e noi organizzatori del concerto lo venivamo a sapere solo alle ore 19, il ritiro del patrocinio da parte del Comune non era ancora stato ufficializzato. Io ho ricevuto la comunicazione ufficiale nel pomeriggio del giorno dopo, il 27 luglio, stesso giorno nel quale è stato anche inviato il comunicato alla stampa”.

Quindi lei sta dicendo che il sindaco di Rimini avrebbe chiesto ai due cantanti di cancellare il concerto?
“Non lo dico io ma una comunicazione che viene dai legali di Al Bano. E d’altra parte che qualcosa non tornasse in questa farsa era chiaro, e lo vado gridando ai quattro venti da qualche settimana, ma trovando pochissimo ascolto nei media”.

Al Bano nella conferenza stampa al Grand Hotel non è stato tenero nei suoi confronti: ha detto che “è stata una trappola”, che “in 50 anni di carriera non ci era mai successa una cosa del genere” e molto altro.
Al Bano può dire ciò che vuole. Io sono stato subito convinto che qualcosa di decisivo fosse avvenuto in quel pomeriggio del 26 luglio, qualche ora prima dell’inizio del concerto, diciamo fra le 17 e le 19 circa. Come si evince da quanto dichiarato di legali di Al Bano e anche da un passaggio dell’intervista di Loredana Berté al Corriere della Sera, nella quale si afferma che “il sindaco della città ha immediatamente sospeso la manifestazione”, il sindaco e l’assessore Sadegholvaad hanno chiesto ad Al Bano e Romina di non cantare, con la promessa che avrebbero organizzato un altro concerto “riparatore”. Che infatti è stato messo in piedi dall’amministrazione comunale (costerà 65 mila euro) andando a bussare alla porta di “sponsor” quali Ieg, Romagna Acque, Sgr, eccetera, mi pare che l’elenco l’abbiate pubblicato voi di Riminiduepuntozero, se non sbaglio. Enti pubblici e privati che non possono dire di no? Mettiamola così… Il 28 luglio sulla stampa si legge già che il concerto si terrà il 9 o il 10 agosto e lo comunica Al Bano sulla sua pagina Facebook ufficiale: “Vi assicuro che il concerto si ripeterà il giorno 9 o 10 di agosto. Sarò più preciso non appena riceverò maggiori dettagli a riguardo…” Evidentemente stava aspettando dettagli da Rimini…

I legali di Al Bano, oltre ad affermazioni da lei fatte che reputano false e diffamatorie nei confronti del loro assistito, le contestano anche il mancato pagamento del cachet per il concerto, in tutto oltre 100 mila euro. Salderà il debito?
Quella somma fa riferimento al contratto inizialmente sottoscritto dal mio socio nella Dock Production, quando il cachet previsto era di 95mila euro. Ma Al Bano, il quale era stato da me informato che avrei potuto garantirgli una somma inferiore, ovvero il ricavato della prevendita (che superava i 60 mila euro) e l’intero incasso del botteghino del giorno dello spettacolo, ha accettato di venire a Rimini sulla base di questo accordo.

In consiglio comunale l’assessore Sadegholvaad ha sostenuto che “sono stati i privati purtroppo a non trovare quell’equilibrio nel progetto presentato alla città e prima all’amministrazione. Noi pensiamo di avere adempiuto a tutti i nostri doveri chiedendo tutte le garanzie del caso da parte degli organizzatori … se poi queste garanzie man mano, strada facendo, vengono a mancare … purtroppo così è andata”. Cosa risponde?
Il progetto era ben costruito, purtroppo non ha ricevuto il dovuto sostegno da parte dell’amministrazione pubblica, adeguato ad un evento di tale portata. Il sindaco si pregia di presenziare manifestazioni di tutti i tipi, la nostra l’ha ignorata fin dai suoi esordi, evitando in tutti i modi gli inviti ricevuti ad incontri preliminari per valutare contenuti e fattibilità, snobbando anche artisti e concerti che si sono svolti sul nostro palco al Beat Village. Questa indifferenza è apparsa subito ostile e ha fatto si che sponsor e clienti cominciassero a dubitare della qualità e veridicità del progetto, minata ancor più dagli ormai noti “attacchi” di certa stampa. Questo e solo questo ha logorato un progetto ambizioso quanto costoso, dai fragili equilibri, infatti ad ogni articolo le prevendite si fermavano.

Questa sera si tiene il concerto, completamente gratuito per il pubblico, di Al Bano e Romina in piazzale Fellini. Ci andrà? Sarà comunque una festa per migliaia di fan ai quali delle vostre beghe legali non interessa nulla, mentre accorreranno per ascoltare la storica e amatissima coppia. Cosa ne pensa?
Penso di andarci, non temo nulla avendo la coscienza pulita, e a riprova posso dirle che tramite il suo segretario Sergio Angioio avevo anche chiesto di incontrare Al Bano oggi, per parlargli guardandolo negli occhi mettendogli in mano le dichiarazioni che smentiscono le sue motivazioni, dandogli anche il beneficio della buona fede, perché, vede, io ero certo che lui fosse stato convinto da qualcuno di apparentemente autorevole al quale non si poteva dire di no. Peccato che non abbia accettato, sarebbe stato un confronto fra uomini che non temono di metterci la faccia perché ritengono di averla pulita.
Ora non serve più, le cose sono chiare, mi dispiace tanto aver avuto ragione fin da subito, ma a causa di ciò tante persone hanno ricevuto ingenti danni e qualcuno dovrà pur pagarli.

Chiunque avesse qualcosa da dire sulla intervista a Willer Dolorati e sulla vicenda Beat Village, noi siamo qua: redazione@riminiduepuntozero.it