Caserma Giulio Cesare “cittadella della sicurezza”: che giravolta da parte del sindaco

Caserma Giulio Cesare “cittadella della sicurezza”: che giravolta da parte del sindaco

Da lunga data la minoranza in consiglio comunale chiede di utilizzare l'ex sede della artiglieria contraerei per le forze di polizia. La giunta ha sempre risposto picche. Ribadendo che l'unica opzione rimaneva quella di via Ugo Bassi. Adesso Andrea Gnassi ha cambiato idea.

Il sindaco di Rimini in missione a Roma: “Dateci subito la caserma Giulio Cesare perché vogliamo farne la sede per ospitare polizia stradale e Guardia di finanza“. Svolgimento: secondo Andrea Gnassi “c’è il rischio di trovarsi con due bubboni, nuova questura e caserma, cosa inaccettabile per la città”. La sede della storica Artiglieria Contraerei, una volta svuotata, potrebbe andare incontro ad un progressivo degrado, fino ad essere occupata abusivamente. Il sindaco non parla mai di “cittadella della sicurezza” ma la sostanza è questa. Sta copiando una idea ripetuta fino all’ossessione dalla minoranza. E’ però riuscito a mettere a fuoco il problema nell’ottobre del 2019, a giochi definitivamente conclusi sull’addio dei militari.

Si tratta di un cambio repentino di prospettiva da parte della giunta di palazzo Garampi. Perché da tempo la minoranza in consiglio comunale chiedeva la stessa cosa, anzi, non solo di trasformare l’ex caserma in location per polizia stradale e Guardia di finanza, ma anche per la polizia di Stato. Ma tutte le volte che il tema è stato affrontato, la risposta dagli assessori competenti è stata univoca: no. Via Ugo Bassi è l’unica soluzione per la cittadella della sicurezza. Adesso la capriola.

Per limitarci al periodo più recente. Consiglio comunale dell’1 agosto scorso. E’ Carlo Rufo Spina di Forza Italia a porre l’attenzione sul tema. Via Ugo Bassi diventi sede di tutti gli uffici comunali, “evitando così un nuovo inutile cemento nell’area della stazione”, e la cittadella della sicurezza collochiamola nella caserma. Sulla quale chiedeva alla giunta di chiarire quali progetti avesse in mente. Ma sul punto calava il silenzio.

In precedenza, il 21 marzo di quest’anno, toccava a Nicola Marcello, sempre di Forza Italia, dedicarsi all’argomento. Domandava al sindaco di attivarsi per evitare la chiusura della Giulio Cesare, ma nel caso in cui questo risultato non fosse concretizzabile, occorre fare di tutto per evitare che finisca all’asta, a favore “degli speculatori immobiliari” in vista di “una ulteriore cementificazione”. Chiariva che “da valutazioni fornitemi da esperti, la caserma potrebbe rappresentare la soluzione ottimale – per localizzazione, dimensioni, struttura e configurazione – per diventare la location unica e ideale per tutte le nostre forze di polizia, essendo dotata di ingressi separati, sicurezza del muro di cinta, dotazioni per custodia armi”, eccetera. “Rappresenta in sostanza un idoneo contenitore a cui aggiungere “tanti contenuti” certamente a costi inferiori ai 30 milioni sbandierati dal Nuval con uno specifico finanziamento CIPE”. La giunta rispondeva sempre con lo stesso ritornello: non c’è che la soluzione di via Ugo Bassi.

Il 18 aprile il consiglio comunale approvava quasi all’unanimità (coi voti anche della maggioranza) la mozione di Gioenzo Renzi che esprimeva la volontà generale per realizzare in tempi brevi la nuova questura e la cittadella della sicurezza in Via Ugo Bassi.

Nel dicembre dello scorso anno, davanti al destino ormai segnato per la caserma, il sindaco si era limitato a criticare la norma inserita nella legge di bilancio relativa alla vendita dei beni statali e demaniali, che consente di cambiare le destinazioni d’uso in barba alle pianificazioni comunali, col rischio di ritrovarsi al posto dell’esercito “un centro commerciale o un’area residenziale da 150 appartamenti“. Concetto ribadito anche in seguito.

Ora arriva l’accelerazione: qualche giorno fa l’arrivo a Rimini del sottosegretario alla Difesa Giulio Calvisi (Pd), e la dichiarazione del sindaco dopo la visita alla caserma e in via Ugo Bassi: “Se il governo non dirà e darà garanzie concrete e a stretto giro di posta sulla realizzazione della cittadella della sicurezza, come da protocollo firmato nel dicembre 2017, il Comune di Rimini vedrà di percorrere altre strade per risolvere il problema. Altre strade che potrebbero transitare anche per l’utilizzo proprio della ex caserma militare come luogo ove custodire l’attività, la logistica e gli spazi della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza. Un uso fattibile e sicuramente immediato”. Cioè quello che chiedono le minoranze. Ma alle quali era sempre stato risposto picche.