Chicchi di veleno su marketing turistico e fogne d’oro

Chicchi di veleno su marketing turistico e fogne d’oro

"La nostra reputazione ha influito più delle campagne di marketing. Oggi possiamo parlare di perdite contenute anche grazie ad un meteo positivo e ad un mare pulito anche senza Psbo". L'ex sindaco Giuseppe Chicchi oggi dà la sveglia a Gnassi, ma forse anche a Corsini, Bonaccini ed enti turistici vari. E sapete quanto ha speso Apt Servizi per le campagne promozionali dell'estate 2020?

“Come alcuni auspicavano, l’estate 2020 ha dato risultati non del tutto negativi. Negativi in termini di fatturati, positivi in termini di posizionamento del prodotto turistico. La nostra reputazione ha influito più delle campagne di marketing. Oggi possiamo parlare di perdite contenute anche grazie ad un meteo positivo e ad un mare pulito anche senza Psbo“. E’ l’incipit dell’intervento che l’ex sindaco di Rimini Giuseppe Chicchi scrive oggi per le pagine riminesi del Resto del Carlino. Sull’estate 2020 le opinioni variano anche di molto e ci sarà tempo per discuterne. Ma mentre Andrea Gnassi ha trascorso gran parte dell’estate (ma non solo ovviamente) a lodare il Psbo e ad organizzare visite d’istruzione al progetto che il mondo c’invidia (assicura Gnassi), uno dei suoi predecessori a palazzo Garampi sostiene che il mare non sfigura, anzi, anche senza il “W.C.” d’oro. In realtà il mare di Rimini ha visto spuntare anche non poche bandiere rosse, quelle dei divieti di balneazione, ma non stiamo a sottilizzare.
Il marchio Rimini ha la pellaccia robusta, ragiona Chicchi (in passato anche amministratore delegato di Apt Servizi) e raccoglie più risultati delle campagne milionarie dei vari enti turistici: Apt, Destinazione turistica, Visit…
A questo proposito ci sono i dati ufficiali di Apt Servizi: le due campagne, Italia ed estero, pianificate per l’estate in corso, che hanno anche distribuito spot promozionali sulle reti Rai, Mediaset e su la7 di Umberto Cairo, sono costate (iva inclusa) 2.251.194 euro. Tanti soldi. Sarà stato il faccione di Paolo Cevoli a convincere gli italiani a trascorrere le loro vacanze in Riviera oppure altro? Mah!

Giuseppe Chicchi

Torniamo a Chicchi. “Ora l’attenzione dei decisori si concentra sulla parte più complessa della crisi, quella che consentirà di uscirne più forti di prima. Sto parlando di quegli interventi strutturali che i fondi dell’Unione Europea renderanno possibili“. Sembra ottimista l’ex sindaco, perché indica senza il minimo dubbio che dalla pandemia si uscirà “più forti di prima”. Il piano di lavoro che affastella è però di quelli che fanno tremare le ginocchia, gli obiettivi sono i soliti che la nostra classe politica (locale e regionale) scrive sull’agenda delle priorità … ma che mai diventano prioritarie.
“E’ arrivato il momento di dire senza timori che buona parte della struttura ricettiva della costa romagnola, costruita fra gli anni ’50 e ’80, non ha sufficiente difesa antisismica. Si possono utilizzare i fondi europei in questo ambito, anche in funzione anticiclica rispetto alla crisi del settore. Imprese edili, professionisti, artigiani e operai ne trarranno beneficio insieme alle strutture ricettive. Dal punto di vista energetico la Riviera deve puntare all’autonomia da fonti fossili, impostando su fonti rinnovabili ed energia pulita il focus del marketing. Anche se ciò dovesse implicare un filare di pale eoliche sul profilo dell’orizzonte remoto“. E poi: “Ancora sugli alberghi si può dire che è il momento di favorire l’uscita dal mercato delle strutture non in grado di produrre innovazione. Sarebbe il momento di affrontare anche il tema degli alberghi in affitto. Si tratta di favorire, con una leva fiscale per il venditore, l’acquisto dell’immobile alberghiero da parte del gestore consolidato da un certo numero di anni. Resta sullo sfondo il tema sempre attuale della destagionalizzazione. L’evoluzione del “sistema Rimini” degli ultimi 25 anni dimostra che è possibile rendere autonoma dalle stagioni parte del sistema ricettivo, aumentando la redditività del capitale investito nel turismo e stabilizzando le imprese e il lavoro. I fondi comunitari messi a disposizione dell’Italia dal Recovery Fund dovrebbero essere utilizzati anche dagli enti locali che, per produrre turismo, cultura e sport, dotassero di infrastrutture i loro territori”. Arrivati in fondo che idea vi siete fatti della vision tratteggiata con chiarezza da Chicchi? Che si tratti di una passeggiata dar corso a questo po’ po’ di trasformazione? Oppure di uno sforzo titanico e di una rivoluzione epocale da mettere in cantiere? Forse più la seconda. Ma questa scarica di adrenalina che Chicchi infonde sulla città immobile dal punto di vista della struttura ricettiva, che tutto d’un tratto dovrebbe svegliarsi dal sonno, non è che abbia per caso anche un altro fine? Quale? Quello di far apparire poco più di zero il grande (ai fini della sostanza che conta) impegno decennale del sindaco in carica: arredi urbani, fila dritto, passerelle e… E cos’altro? Finiti i giochetti, sembra dire Chicchi, resta tutto da fare.