Divertimento sano non fa rima con “Titano”: parla San Patrignano

Divertimento sano non fa rima con “Titano”: parla San Patrignano

Domani si celebra la giornata mondiale della lotta alla droga. A Rimini si entra nella Molo Street Parade e a San Patrignano si celebra il divertimento sano in partnership con il Cocoricò. E' l'occasione per chiedere a Sanpa di guardare verso la costa. Si ottengono risposte sulla operazione Titano ("Chi attenta alla vita dei giovani, che dovrebbero essere sempre garantiti dalla società nel loro diritto di crescere, è giusto che paghi: se i reati saranno accertati, ben vengano pene severe") e proposte: la Notte Rosa sulla collina della speranza? Perché no, se serve a veicolare un messaggio positivo ed educativo verso i ragazzi.

Da Coriano gettano lo sguardo sulla costa. E forse pensano: perché non contaminarci un po’ di più con quel che accade in riva al mare? Quel che rimane del divertimentificio è comunque terra di “missione” per una realtà come quella fondata da Vincenzo Muccioli.
Domani si celebra la giornata mondiale della lotta alla droga. E siccome San Patrignano non è un think tank ma un centro di recupero dalla tossicodipendenza, che ha fatto della prassi terapeutica la propria ragione di vita, l’evento simbolo che serve a trasmettere il messaggio educativo è quello che scaturisce dalla partnership con una delle (poche rimaste rispetto agli anni 70 e 80) discoteche simbolo della riviera, il Cocoricò. L’idea che hanno coniato è quella di dar vita alla discoteca sulla collina della speranza, con l’enorme auditorium di Sanpa trasformato per l’occasione, al ritmo del sound della “Piramide” riccionese e cocktail tassativamente a zero gradi e naturalmente i dj quotati (Claudio Coccoluto, Luca Agnelli e Massimino Lippoli). Il senso dell’iniziativa è riassunto da Antonio Tinelli, coordinatore del comitato sociale alla guida di San Patrignano: “In una giornata così importante per noi, abbiamo scelto di porre l’accento sul divertimento sano. Siamo la più grande comunità d’Europa e per questo ci siamo rivolti alla massima espressione sul territorio nazionale, a due passi da casa nostra, uno degli storici punti di riferimento dei giovani in fatto d’intrattenimento notturno. Il Cocoricò ha sposato appieno la nostra proposta, lasciandosi coinvolgere in maniera totale da questo progetto”. Compresa la fornitura di impianto audio, 1500 magliette che saranno regalate ai ragazzi, i bicchieri, ingredienti per i cocktail e altro. Sanpa quando si muove lo fa in grande. “Un evento importante perché gran parte dei ragazzi della Comunità hanno vissuto la realtà delle discoteche come momento massimo di trasgressione. Un mondo con cui senza dubbio torneranno a confrontarsi una volta usciti dalla comunità e per questo riteniamo sia utile mostrargli che pur frequentando i locali, non è necessario ricorrere allo sballo per divertirsi. E speriamo che il nostro messaggio possa superare i confini della comunità”. L’antifona è chiara. E d’altra parte si avvertono ancora le scosse di assestamento sprigionate dal terremoto che ha portato ad un mese di chiusura del Coconuts, un certo imbarazzo è palpabile nella Rimini che conta e la Molo Street Parade (la kermesse dj & sardoncino che il capogruppo del centrodestra, Gennaro Mauro, non vorrebbe nemmeno che si svolgesse per motivi di sicurezza) ha la sua anteprima proprio domani e il clou il 27.

Ma a Rimini 2.0 Tinelli dice anche altro: “Il nostro impegno, a partire dalla fondazione della comunità ad opera di Vincenzo Muccioli ad oggi, continua ad essere quello di intervenire a favore dei ragazzi per strapparli dalla dipendenza dalle droghe e per evitare che ci caschino dentro. In questo percorso abbiamo imparato ad occuparci non solo di recupero ma anche di prevenzione e quindi sappiamo bene quanto stili di vita e divertimenti sani siano importanti per educare le giovani generazioni”. E il senso del Cocoricò dentro Sanpa sta proprio qui. “Il problema non è mai stato legato al divertimento, e nemmeno ai luoghi, che possono essere le discoteche così come tutti gli altri punti di ritrovo, ma dobbiamo dirci con onestà che i drammi sono provocati da quelle persone che, per arricchirsi, approfittano della condizione di disagio che i ragazzi vivono”.
San Patrignano fa prevenzione nelle scuole (“incontriamo circa 50 mila ragazzi ogni anno”) e sa bene che se alla massiccia aggressione di droghe e alcol che inondano i luoghi di incontro dei giovani si aggiunge il disimpegno delle istituzioni, la frittata è fatta. “La droga fa male”, ripete Antonio Tinelli, “e bisogna dirlo sempre e ovunque, anche in Riviera. Abbiamo una quarantina di minori nelle nostre strutture e siamo ben consapevoli della estensione e della gravità del fenomeno droghe oggi in Italia, non si può abbassare la guardia e men che meno dare la sensazione di voler tollerare lo sballo, anzi, la riprovazione sociale deve scattare con chiarezza davanti a comportamenti pericolosi, così come la punizione”.
Se gli si chiede un parere sulla operazione “Titano”, Tinelli risponde che “chi attenta alla vita dei giovani, che dovrebbero essere sempre garantiti dalla società nel loro diritto di crescere, è giusto che paghi: se i reati saranno accertati, ben vengano pene severe”.
Ma a San Patrignano è stato mai chiesto un coinvolgimento “educativo” in eventi come Molo Street Parade e Notte Rosa? E, soprattutto, sarebbe disposta a farlo? “Non ci tiriamo indietro. Per ora abbiamo deciso di realizzare l’evento di domani, così come altri, all’interno di Sanpa, e siamo molto contenti che il Cocoricò si sia esposto coraggiosamente rispetto ad argomenti sui quali si rischia l’impopolarità, specialmente in contesti nei quali l’uso di droghe è percepito come normale. Ma quello che oggi considero un sogno, cioè far sì che i ragazzi di Rimini e Riccione possano condividere un tipo di divertimento sano salendo a San Patrignano, potrebbe anche realizzarsi. E magari il prossimo anno far diventare la nostra comunità una tappa della Notte Rosa”. L’assist c’è, alle istituzioni il compito di raccoglierlo.
Al mondo della notte e alle pubbliche amministrazioni San Patrignano una richiesta la lancia però da subito: “Far si che non debba essere necessario aggiungere l’aggettivo sano a divertimento, e poi maggiori controlli, meno consumo di alcol, attenzione massima a non vendere alcolici ai minorenni, forte impegno da parte di tutti per tutelare il patrimonio più grande che abbiamo: i nostri ragazzi”.