Grillo come Pilato se ne lava le mani: niente lista del M5S a Rimini

Grillo come Pilato se ne lava le mani: niente lista del M5S a Rimini

  Il leader decide di non scegliere tra la lista di attivisti ed eletti e quella sponsorizzata dalla ex moglie. Davide Grassi non ha ancora dec

 

Il leader decide di non scegliere tra la lista di attivisti ed eletti e quella sponsorizzata dalla ex moglie. Davide Grassi non ha ancora deciso se proseguire l’avventura, ma appare vicino al “Grazie, arrivederci”. Un colpo di scena a favore dell’ex grillino Luigi Camporesi, ora candidato per quattro liste civiche. Ma soprattutto l’ennesimo “favore” a Gnassi che, pur con grandi difficoltà interne al suo partito, sembra senza rivali.

Il Movimento 5 Stelle non presenterà alcuna lista a Rimini. L’ufficialità è arrivata oggi pomeriggio dal sito di Beppe Grillo. Poche righe per ripresentare i sedici candidati a sindaco nei capoluoghi di provincia con una chiosa finale: “Il Movimento 5 Stelle non si presenterà a Caserta, Latina, Ravenna, Rimini e Salerno”.
La notizia era nell’aria da tempo, visto che a Rimini Grillo personalmente doveva affrontare una situazione assai difficile. Da una parte la lista degli attivisti e gli eletti, che avevano presentato come candidato l’avvocato Davide Grassi. Dall’altra la lista sponsorizzata dall’ex moglie del comico, Sonia Toni, che aveva scelto come candidato il professionista Fabio Lisi. I vertici del movimento hanno scelto di non scegliere per evitare problemi che sarebbero comunque sorti. Da una parte, preferendo la lista dell’ex moglie di Grillo avrebbero fatto un torto ad eletti ed attivisti e sarebbero stati accusati di “familismo”, dall’altra evidentemente il leader del movimento non ha avuto il coraggio di dire no alla sua ex signora, con la quale i rapporti dopo la separazione pare siano tornati buoni. I più maligni dicono che Grillo si guardi bene dallo scatenare eventuali rancori della ex.
Così la lunga guerra aperta tra le due liste, condotta senza esclusione di colpi sui social network, si chiude con un nulla di fatto.
L’episodio più clamoroso di questa diatriba è stata la polemica sul ruolo attivo di due poliziotti, uno in servizio alla Digos, nella strategia politica e nella composizione della lista sponsorizzata da Sonia Toni. Un attivismo politico che il regolamento di Polizia non consente e che è stato censurato dalla Questura che ha trasferito i due poliziotti e avviato un procedimento disciplinare nei loro confronti.
Adesso si tratterà di vedere cosa faranno le due liste in questione. Davide Grassi, che era accreditato come principale antagonista del sindaco Andrea Gnassi, vista anche la debolezza del centrodestra, sembra volersi ritirare dalla competizione elettorale. La decisione definitiva non è stata ancora presa, ma appare probabile un suo “grazie, arrivederci”.
Stesso discorso può essere fatto per la lista “alternativa”. Si tratterà di capire se il candidato Fabio Lisi continuerà nella sua corsa, ma senza il simbolo del Movimento 5 Stelle, a cui molti attribuiscono un valore almeno del 10% di voti, l’impresa appare ardua.
Chi potrebbe approfittare di questa situazione è il candidato comune di quattro liste civiche, l’ex grillino Luigi Camporesi che, abbandonato il movimento, è diventato il punto di riferimento di alcuni movimenti civici di varia estrazione politica e culturale. Con questo colpo di scena aumentano le quotazioni dell’ingegnere di scuola inglese.
Si attendono ancora notizie da parte dei principali partiti, in gravi difficoltà, del centrodestra. Le vicende nazionali e quelle locali di queste ultime ore sembrano aver confuso ulteriormente le acque. Continuano a circolare nomi ai più sconosciuti e Antonio Barboni, mister preferenze dichiaratosi disponibile, resta in attesa, senza troppo entusiasmo, di una chiamata in campo.
Per il sindaco Gnassi, nel week end a Madonna di Campiglio per la Notte Rosa ad alta quota, la mancata presenza del simbolo del Movimento 5 Stelle è l’ennesima buona notizia in una campagna elettorale che sembra contraddistinta più dalla mancata voglia di vincere dei suoi avversari, o forsanche di partecipare, che dalla volontà di dare una spallata al sistema di potere che fa perno sul “partitone” al governo cittadino da sempre (escludendo la parentesi socialista degli anni ’80). Paradossalmente Gnassi, con forti problemi interni, può procedere spedito perché gli avversari, invece che accettare lo scontro, sembrano spianargli la strada. A tutto questo bisogna anche aggiungere che alcuni storici oppositori come l’onorevole Sergio Pizzolante, adesso sono schierati al suo fianco. Il che è tutto dire.

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