Il Comitato Nazarat in piazza Tre Martiri col messaggio del presidente Mattarella

Il freddo e il maltempo dei mesi più rigidi dell’anno non fermano l’attività del Comitato Nazarat che, come di consueto, venerdì 20 febbraio reciterà

Il freddo e il maltempo dei mesi più rigidi dell’anno non fermano l’attività del Comitato Nazarat che, come di consueto, venerdì 20 febbraio reciterà pubblicamente il Rosario in piazza Tre Martiri.

L’iniziativa “Appello all’Umano”, voluta da cattolici praticanti e laici, è nata ad agosto ed è rivolta a scuotere le coscienze sulla condizione dei cristiani perseguitati dai terroristi islamici dell’Isis in Medio Oriente. Oltre alla preghiera in queste occasioni vengono raccolti fondi da destinarsi ai cristiani che da mesi hanno dovuto abbandonare le loro case e vivono, quando va bene, in campi profughi. L’iniziativa “Appello all’Umano” ha colto finora un inaspettato successo, segno che la nostra società, spesso descritta come arida e materialista, è ricca invece di generosità, forza morale e umanità.

In questa occasione il messaggio che è stato scelto per introdurre la serata è del neo eletto Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Si tratta di un brano del suo discorso d’insediamento del 3 febbraio 2015. In particolare, riferendosi al terrorismo islamico internazionale, il presidente Mattarella ha specificato che “Va condannato e combattuto chi strumentalizza a fini di dominio il proprio credo, violando il diritto fondamentale alla libertà religiosa. Considerare la sfida terribile del terrorismo fondamentalista nell’ottica dello scontro tra religioni o tra civiltà sarebbe un grave errore. La minaccia è molto più profonda e più vasta. L’attacco è ai fondamenti di libertà, di democrazia, di tolleranza e di convivenza”.

Oltre alla recita del Rosario e ad alcuni canti, anche in questa occasione i presenti potranno ascoltare il racconto di un testimone che ha vissuto i momenti drammatici di questi ultimi mesi. L’ospite della serata sarà don Georges Jahola, sacerdote della Chiesa Siro Cattolica nella diocesi di Mossul. Padre Jahola parlerà della deportazione di cui è vittima il suo popolo, messo in fuga dai miliziani dell’Isis.

Come ormai consuetudine il momento di preghiera pubblico viene anticipato nel pomeriggio da un incontro alla parrocchia “Santa Maria Mater Ecclesiae – Villaggio Primo Maggio”, dove i ragazzi di don Tarcisio Tamburini incontreranno don George Jahola.

Al termine della recita del Rosario e della testimonianza, per chi vuole, la discussione, con la possibilità di porre domande all’ospite della serata, continua al Circolo Cittadino di via Dante 18.