La Lega Nord chiede conto alla Regione degli incarichi nell’Unione prodotto costa

La Lega Nord chiede conto alla Regione degli incarichi nell’Unione prodotto costa

Vero che l'assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini (nella foto Regione Emilia Romagna A.I.C.G.), durante il mandato di presidente dell'Unione P

Vero che l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini (nella foto Regione Emilia Romagna A.I.C.G.), durante il mandato di presidente dell’Unione Prodotto Costa avrebbe dato consulenze al suo coordinatore? E cosa ne pensa il governatore Bonaccini? Cosa intende fare per evitare conflitti di interesse nell’ambito dei finanziamenti alle quattro Unioni di Prodotto dell’Emilia Romagna?
La Lega Nord ha messo gli occhi sull’inchiesta di Rimini 2.0 e questa mattina ha presentato una interrogazione in Regione per far luce sulla vicenda. Fino ad oggi silenzio di tomba da Regione e Unione Prodotto Costa. A sollevare il caso sono il presidente del gruppo, Alan Fabbri, e il consigliere Massimiliano Pompignoli.

Si parte dalla premessa: “Con la Legge regionale n. 7 del 4 marzo 1998, all’art. 13 viene sancito che “la Regione favorisce il processo di aggregazione dei soggetti pubblici e privati per la concertazione, l’integrazione e l’attuazione di progetti di promozione e di commercializzazione turistica, al fine di premiare le azioni congiunte per lo sviluppo dell’economia turistica regionale, di rafforzare e integrare i prodotti turistici, nonché d’incrementare ed ottimizzare le risorse disponibili”.
Le Unioni di Prodotto, costituite ai sensi della Legge regionale n. 7/1998 e successive modificazioni, sono aggregazioni di soggetti istituzionali pubblici (quali Enti locali e Camere di Commercio) e di soggetti privati (in particolare aggregazioni di imprese) interessati allo sviluppo e all’offerta dei quattro grandi comparti turistici della Regione Emilia-Romagna: la Costa adriatica, le Terme, l’Appennino, le Città d’Arte-Cultura-Affari.
All’art. 8 comma b2 della medesima legge è previsto che il Comitato di Concertazione Turistica (CCT) esprima alla Giunta Regionale “pareri in ordine ai progetti di marketing e promozione turistica di prevalente interesse per il mercato italiano delle unioni di prodotto”.
Stando a quanto riportato dal suo sito web: “L’Unione di Prodotto Costa è un’associazione costituita dai Comuni e dalle Province costiere e dai principali operatori turistici di questi territori e funge da anello di congiunzione fra la promozione turistica pubblica e la promo commercializzazione privata. Soci sono le Province e i Comuni dell’Emilia Romagna che si affacciano sull’Adriatico e oltre cento soci privati in grado di commercializzare almeno 600 camere o 700 posti letto che hanno aderito alla Unione Prodotto di Costa. L’Unione si configura come un soggetto dinamico che opera per budget e progetti affiancando gli operatori privati nel loro intervento sul mercato”.”

E si passa poi al ruolo avuto dall’attuale assessore regionale al Turismo: “Andrea Corsini è stato per diversi anni (avendo terminato il suo mandato nel dicembre 2014) Presidente dell’Unione di Prodotto Costa, avendo come coordinatore del programma annuale dell’UPC il sig. Antonio Carasso.
Stando a quanto si apprende dalla stampa, il sig. Antonio Carasso – che è anche titolare di una società di consulenza – avrebbe ricevuto in passato dalla stessa UPC diversi incarichi per un valore stimato in circa 18.000 euro all’anno. Gli incarichi e le spese sarebbero stati approvati e decisi dall’Ufficio di presidenza dell’UPC, del quale facevano appunto parte gli stessi Antonio Carasso e l’attuale Assessore Andrea Corsini oltre al responsabile amministrativo”.

Fabbri e Pompignoli mettono quindi l’accento sulla mancata trasparenza: “Sul sito internet dell’Unione Prodotto Costa, che pure utilizza denaro pubblico, non sono rinvenibili gli organi amministrativi, gli atti deliberativi, i bilanci, i bandi di gara e l’elenco degli incarichi. Dei 2 milioni e 152.000,00 euro stanziati complessivamente nel 2014 e approvati con delibera di Giunta 2019/2013 per cofinanziare le quattro Unioni di Prodotto emiliano romagnole, ben 1.002.832,00 euro sono stati assegnati alla sola Unione Prodotto di Costa Adriatica”.
E pongono tre domande alla giunta regionale: “Se quanto sopra esposto corrisponda al vero; se ritenga legittima l’assegnazione di consulenze che in passato l’attuale Assessore al Turismo Andrea Corsini, ex Presidente dell’UPC, avrebbe conferito al suo ex coordinatore Antonio Carasso; quali iniziative intenda intraprendere per evitare in futuro possibili conflitti di interesse nell’ambito dei finanziamenti alle quattro Unioni di Prodotto dell’Emilia Romagna”.

Ma l’attenzione della Lega Nord si appunta anche su Apt Servizi: “Chi sono i destinatari degli 8 milioni di euro che la Regione Emilia ha assegnato nel 2014 per l’attività di promozione turistica?” Lo chiedono il consigliere regionale Massimiliano Pompignoli, che sul tema ha presentato un’interrogazione, e il vicesegretario della Lega Nord Romagna, Jacopo Morrone.
“Nel 2014 la Regione Emilia Romagna ha impegnato e poi versato ad APT Servizi S.r.l. 7.865.000,00 di euro per l’attuazione di progetti di marketing e promozione turistica di prevalente interesse per i mercati internazionali. Quali sono i progetti? Non si sa. Chi abbia ricevuto questi soldi? Non si sa nemmeno questo”, spiega Jacopo Morrone. “A questo punto ci chiediamo chi ha preso quanto, in che forma e nel rispetto di quali criteri alcuni siano stati privilegiati a discapito di altri”. La Lega definisce Apt Servizi “l’ennesimo carrozzone che parrebbe assorbire fondi pubblici per poi promuovere attività sconosciute ai cittadini e non rivelarne i singoli beneficiari.”
E Pompignoli aggiunge: “Nelle delibere di Giunta (178/2014 e 1403/2014) che autorizzano lo stanziamento di 7.865.000,00 di euro non si fa alcun accenno ai destinatari e alle modalità di ripartizione di quest’ingente somma. L’unica cosa certa è che dalla Regione Emilia Romagna sono passati magicamente nelle casse dell’APT servizi per poi diluirsi in non si sa quale contenitore e in che percentuale. Cosa ne sia stato fatto in concreto e come siano stati poi spartiti questi soldi non ci è dato saperlo. Ancora più grave è il fatto che né la Regione né tantomeno l’APT Servizi hanno provveduto a pubblicare, sui rispettivi siti, una rendicontazione dettagliata che informasse i cittadini sulle tipologie di azioni promosse a favore del comparto turistico emiliano romagnolo con quasi 8 milioni di euro di fondi pubblici.” E conclude: “Bonaccini parla spesso di trasparenza vantandosi di promuoverla su tutti i fronti, beh allora gli chiediamo di chiarire il prima possibile questa vicenda rivedendo il rapporto convenzionale tra la Regione e l’APT servizi.”