Museo Fellini: cambiati in corsa alcuni requisiti del bando, ieri la nomina della commissione giudicatrice

Museo Fellini: cambiati in corsa alcuni requisiti del bando, ieri la nomina della commissione giudicatrice

Per "agevolare la massima partecipazione" al bando per gli allestimenti (primo stralcio) del museo, sono stati ritoccati alcuni criteri che riguardano i requisiti tecnico-professionali dei partecipanti e posticipato il termine per la presentazione delle offerte, come era avvenuto per la Destination Management Company. A valutare i concorrenti un quotato esperto dell’organizzazione mondiale dei musei e il responsabile tecnologico di Expo 2015.

Sul Museo Fellini all’interno di Castel Sismondo inutile nascondere che ci sono molti occhi puntati. Sia da parte di chi vede con favore il progetto e sia da parte di chi lo giudica una “violazione” della creatura di Brunelleschi. Ma conta anche la spesa che gli enti pubblici sostengono: in tutto 12 milioni di euro.

Cosa è successo? Che anche in questo bando (come era accaduto per la Destination Management Company, quando erano stati prorogati i termini di scadenza) si è verificato un cambio in corsa. Con un atto del 13 novembre 2019 è stata approvata la documentazione di gara e con uno del 17 dicembre 2019 sono stati rettificati il bando e il disciplinare di gara, oltre che prorogato il termine per la ricezione delle offerte (qui si può consultare la documentazione).

Nella determinazione dirigenziale del 17 dicembre viene spiegato che “il requisito di capacità tecnico-professionale” che era stato precedentemente previsto “risulta eccessivamente selettivo e non garantisce la massima partecipazione alla procedura di gara da parte degli operatori economici”. Inoltre, si aggiunge, “per agevolare la massima partecipazione”, vengono anche ampliati “i tempi disponibili per la richiesta e per l’effettuazione del sopralluogo da parte degli operatori economici”. Infine, “trattandosi di modifica sostanziale dei requisiti di partecipazione alla gara e che parte del tempo utile per la partecipazione alla procedura di gara ricade in concomitanza con le festività natalizie, si ritiene necessario prorogare i termini di ricezione delle offerte alla data del 3 febbraio 2019″ (l’atto contiene un errore, non è il 3 febbraio 2019 ma 2020), mentre inizialmente erano stati fissati al 15 gennaio. Anche per il bando della DMC la proroga aveva fatto leva sulla concomitanza con le festività natalizie.

Ricordiamo che complessivamente il Museo Fellini è un progetto da 12 milioni di euro, suddiviso in quattro stralci funzionali:

1 stralcio: allestimenti e installazioni – Importo complessivo euro 6.360.000;

2 stralcio: giardino del Castello – Importo complessivo euro 900.000;

3 stralcio: accessi Museo Fellini – Castel Sismondo – Importo complessivo euro 665.000;

4 stralcio: arena delle arti – Importo complessivo euro 4.075.000; così suddiviso: lotto 1 – Connessioni urbane – Importo complessivo euro 1.075.000,00; lotto 2 – Piazza Malatesta – Importo complessivo euro 3.000.000.

Il primo stralcio interessa tutti e tre gli assi in cui il Museo Fellini è articolato, come spiega il bando di gara: Castel Sismondo, dove saranno allestite ambientazioni e set felliniani, mediante la ricostruzione di materiali scenici e tecniche digitali e dove saranno ospitate, in esposizioni temporanee, opere originali di artisti internazionali chiamati a rievocare, elaborare e produrre atmosfere e temi felliniani; i tre piani superiori di Palazzo Valloni, dove a piano terra ha sede il Fulgor e in cui è prevista la realizzazione della Casa del cinema; una grande area urbana pedonalizzata chiamata “CircAmarcord”, delimitata tra Piazza Malatesta, Castel Sismondo, Teatro Galli e Fulgor – Casa del Cinema, che farà da tessuto connettivo tra i due complessi sopra citati e nella quale il visitatore potrà scoprire e sperimentare il cinema di Fellini nei suoi tratti più propriamente felloneschi, suggestivi e ludici.

La modifica più importante intervenuta riguarda i requisiti tecnico-professionali: in origine era stato stabilito che “il concorrente deve aver eseguito nell’ultimo triennio antecedente la data di pubblicazione del bando, almeno 1 servizio di allestimento multimediale di spazi museali di importo non inferiore a Euro 1.300.000,00 IVA esclusa”, che poi è diventato “il concorrente deve aver eseguito nell’ultimo quinquennio antecedente la data di pubblicazione del bando, almeno 1 servizio di allestimento museale e/o espositivo multimediale di importo non inferiore a Euro 500.000,00 IVA esclusa“. Quindi si è passati dall’ultimo triennio all’ultimo quinquennio e l’importo è sceso da 1 milione 300mila euro a 500mila.

L’importo complessivo dei lavori e dei servizi posti a base dell’affidamento del bando che si è chiuso il 3 febbraio “ammonta presuntivamente ad euro 3.104.652,38 (Iva esclusa)”.

E’ di ieri la nomina della commissione giudicatrice che dovrà valutare le offerte pervenute, due in tutto, sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Il presidente è Alberto Garlandini, figura sicuramente competente in materia. Nel suo curriculum spiccano la vicepresidenza e il ruolo di executive board di Icom, l’organizzazione mondiale dei musei e dei professionisti museali, la presenza nel consiglio di amministrazione del Museo di Palazzo Ducale di Mantova, la presidenza del comitato scientifico del Museo delle scienze di Trento. E’, insomma, un pozzo di scienza in fatto di musei, beni e attività culturali. Non passa inosservato anche un altro membro della commissione, Guido Arnone, che è stato il responsabile tecnologico di Expo 2015, solo per citare la perla della sua vasta competenza. Non resta che attendere il responso e scoprire chi si porterà a casa questo importante progetto.