Trc, la dura vita di un corpo estraneo ficcato a forza nel tessuto urbano riminese

Trc, la dura vita di un corpo estraneo ficcato a forza nel tessuto urbano riminese

E il presidente di Pmr ci nega un'intervista: "sono in scadenza"

La presa di posizione dell'onorevole Raffaelli e la replica dell'assessore alla Mobilità del Comune di Rimini, Roberta Frisoni. Le incertezze sul primo tratto del Metromare, mentre palazzo Garampi punta sicuro sui nuovi 4 chilometri (costosissimi) per collegare stazione e Fiera. Lasciando irrisolti i veri nodi della mobilità locale. Ma, soprattutto, un mezzo di trasporto che rischia di fare le spese dei muri che ha innalzato e delle ferite che ha inferto.

Prima una notizia che ci riguarda direttamente. Nei giorni scorsi abbiamo chiesto una intervista al presidente di Pmr, Massimo Paganelli, sul tema del Metromare. Avremmo voluto fare il punto sul progetto Rimini-Riccione, i tempi previsti per l’inaugurazione, la consegna dei mezzi, il soggetto che gestirà il servizio, i costi, i risarcimenti ai cittadini illegittimamente espropriati, i piani di prolungamento dell’opera. Un po’ tutto, insomma. Le tante problematiche aperte, fra l’altro alcune di stringentissima attualità.

Pmr, Patrimonio Mobilità Provincia di Rimini, è una società interamente pubblica, proprietaria delle reti e dei beni strumentali allo svolgimento del servizio di trasporto pubblico locale. E’ l’ente che sta gestendo la partita del Trc. Dopo la montagna di soldi spesi per realizzare la metropolitana di costa e i colpi devastanti inferti al tessuto urbano fra Rimini e Riccione, è oppure no diritto della pubblica opinione conoscere con precisione quando il Metromare entrerà in funzione, con quali mezzi (stanno “testando” la linea coi tram diesel), come si prevede di far quadrare i conti, eccetera eccetera? A proposito dell’inaugurazione della prima corsa: risale al 18 marzo la pubblicazione da parte di Pmr di un avviso per la manifestazione di interesse alla procedura negoziata, attraverso il mercato elettronico Intercent-ER, per l’affidamento del servizio di “Ideazione e progettazione grafica della campagna promozionale per l’entrata in esercizio del sistema Metromare, comprensivo di realizzazione degli strumenti online e offline dedicati all’evento”. Scadenza oggi, 12 aprile. Poi saranno invitati gli operatori economici che avranno manifestato l’interesse. Alla fine del percorso sarà scelto qualcuno. Una campagna promozionale richiede comunque i tempi necessari per essere ideata e realizzata. Quando si pensa di far circolare i mezzi sul tracciato?
Domande senza risposta, almeno per noi, perché il presidente di Pmr ci ha così liquidati: “in considerazione del fatto che il mio mandato sta scadendo, ritengo non opportuno fare dichiarazioni né, tanto meno, rilasciare interviste“. Il cda è in scadenza, l’assemblea di approvazione del bilancio 2018 pare si debba tenere il 7 maggio e fra l’altro c’è la possibilità che a guidare Pmr possa rimanere Paganelli.

La parlamentare della Lega Elena Raffaelli ha un conto aperto col Trc. Non lei personalmente, ma l’amministrazione Tosi di cui fa parte e la città di Riccione sì. Quale altro amministratore pubblico costretto a subire la devastazione della propria città subita da Riccione, non avrebbe un conto aperto col Trc? Per la verità uno c’è: si chiama Andrea Gnassi. Il Trc ha devastato anche ampie zone di Rimini, come documentiamo da anni, innalzato muri, ristretto strade (ricordate via Giacometti?), martoriato abitazioni come non avrebbe potuto fare, costretto tantissimi riminesi a vivere con affaccio sul budello di cemento e asfalto pomposamente denominato metropolitana di costa, coi balconi sfiorati da mezzi di trasporto che verosimilmente scaricheranno polveri dentro alle mura domestiche. A meno di non vivere sigillati in case che hanno visto precipitare il loro valore immobiliare.

Elena Raffaelli depositerà un’interrogazione alla commissione Lavori pubblici della Camera per chiedere al ministro alle Infrastrutture, Danilo Toninelli, “un’attenta analisi costi/benefici sul prolungamento del Trc verso la Stazione Rimini Fiera, così fortemente voluto dal PD di Rimini”. Toninelli per ora l’analisi costi-benefici l’ha pretesa solo sulla Tav mentre per il Trc ha stanziato i fondi per le carrozze. Dopo che il movimento 5 stelle coi suoi uomini e donne di punta a Rimini aveva avversato con tutte le forze il Trc.
“Non pago della violenza urbanistica ed ambientale che ha devastato Rimini e Riccione nel tratto compreso fra le 2 stazioni, il partito democratico ha richiesto l’accesso ad un finanziamento per ben 70 milioni di euro per un secondo tratto – di appena 4 chilometri – verso la fiera di Rimini, peraltro già servita dai treni”, argomenta l’onorevole leghista. E in effetti la spesa è gigantesca, quasi il doppio rispetto a quella sostenuta per la tratta principale.
“Non sarebbe forse sufficiente potenziare il trasporto su ferro in occasione delle manifestazioni senza inventarsi l’ennesima opera anacronistica che, fra le altre cose, prevede per un lungo tratto il restringimento della via Emilia? Ritengo questo progetto miope e fuori dal tempo, figlio di una visione politica vecchia e lontana dai veri bisogni di una città che, invece, dovrebbe guardare – e dunque pianificare – il proprio futuro in un’ottica di mobilità sostenibile, e non a progetti che risalgono agli anni 90. Non possiamo dimenticare il grande bisogno di rivedere una nuova viabilità e nuovi sistemi di mobilità sostenibile che guardino con più ampio respiro ad una provincia intera e non ad un tratto di appena 4 chilometri. Occorre impiegare risorse per collegare in maniera sicura, sostenibile e veloce l’offerta della costa con le grandi eccellenze del nostro entroterra”, conclude Raffaelli.

Replica l’assessore alla mobilità del Comune di Rimini, Roberta Frisoni, che dentro il suo lungo ragionamento riesce ad accusare il governo anche di avere stoppato “la soluzione per la realizzazione della Cittadella della Sicurezza”. Perché invece prima di Conte, Di Maio e Salvini filava tutto liscio e la polizia di Stato aveva a Rimini una sede bella nuova. “Questo è un progetto che non solo vuole risolvere criticità esistenti relative all’accessibilità pubblica al polo fieristico (elemento già di per sé lodevole), ma che vuole incidere sulla qualità della vita dei cittadini, migliorando la qualità dell’aria e del contesto ambientale per il singolo cittadino e per la comunità intera: si investe in modo da avere alternative concrete all’esclusivo utilizzo del mezzo privato e muoversi avendo a disposizione un ventaglio ampio di possibilità. Il progetto prevede la realizzazione di un intero asse dedicato alla mobilità sostenibile, in cui, per esempio, accanto al corridoio portante della filovia, vengono messe a sistema i percorsi ciclopedonali dal Polo fieristico fino al centro storico, per connettersi al resto della rete ciclabile. Il progetto vuole offrire una alternativa concreta, per esempio, a chi vive alle Celle, per raggiungere il centro storico o Miramare senza muoversi in auto; o magari consentire a qualsiasi persona che da via Lagomaggio deve andare al Cimitero Monumentale di farlo in modo comodo e confortevole. Così come ci immaginiamo che i tanti pendolari che dalla via Emilia si riversano su Rimini possano lasciare la macchina alla Fiera come polo scambiatore e prendere il Metromare o salire sulla bici e raggiungere la loro destinazione”.

Forse l’onorevole non sa, dice ancora l’assessore Frisoni, “che a monte dell’ideazione di questo progetto c’è un lavoro di studio e analisi che questa amministrazione ha fatto in questi anni per redigere il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile che ha costituito la base della progettazione presentata. Tra i numerosi progetti presentati al MIT in quel bando (tra cui anche quelli di Genova, La Spezie a Monza, Comuni di centrodestra, e Roma e Torino, governati dai 5 Stelle), sono in pochissimi ad avere come Rimini alle spalle l’elaborazione di una visione strategica e di una mobilità sostenibile come quella adottata nel PUMS. Questo era tra l’altro uno dei prerequisiti richiesti nel bando per avere accesso ai fondi, ci aspettiamo che il MIT ne riconosca l’importanza”.

Mentre si progettano costose metropolitane, la velocità commerciale dei mezzi in servizio diminuisce, la quantità di servizio di trasporto pubblico erogato a Rimini è diminuito di 93.272 km più altri 30.547 km nei servizi sub-affidati. Entro il 2016, secondo le promesse elettorali della giunta Gnassi, i parcheggi compresi tra centro e borghi avrebbero dovuto passare da 2270 a 5538 e triplicare l’offerta dei parcheggi di attestazione e/o scambiatori, arrivando a una disponibilità complessiva di 17.500 posti. E in questo scenario, la filosofia seguita è quella della «riduzione parcheggi centri storici»; «l’aumento dei prezzi per il parcheggio e per non più di 3 ore per disincentivare l’andare al lavoro (quindi lasciando la macchina ferma in centro per tutto il giorno) con l’autoveicolo privato e revocare i pass concessi alle mamme dell’asilo Baldini per parcheggiare dentro l’asilo stesso»; «Via i motorini»; «Rendere i parcheggi più costosi dei biglietti del TPL».

Il Metromare avrà presto anche dei comunicatori pronti a “venderlo” nel migliore dei modi. Speriamo almeno di non dover vedere i bus alimentati a gasolio fare la spola fra Rimini e Riccione, perché a quel punto il lavoro dei comunicatori si farebbe difficile, considerato che le tavole della legge del Metromare assicurano un trasporto “silenzioso e ecologico”, “innovativo” e non inquinante. Dove i comunicatori nulla potranno, sarà invece sul peccato d’origine del Trc: un corpo estraneo ficcato a forza nel tessuto urbano riminese. Che così continuerà ad essere percepito, da tanti, vita natural durante.