Benedetti affari: la Diocesi vende terreni e chiese

Benedetti affari: la Diocesi vende terreni e chiese

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Più di 80mila euro dal Comune per terreni interessati dalla realizzazione delle fogne. Grosse somme dalla vendita della chiesa di Sant'Agnese e da quella delle Celle agli ortodossi. Insomma, la Diocesi incassa. Poliziotto fa politica? Libero di esprimersi. Scende in piazza la protesta contro l'aumento dei canoni demaniali per le darsene. Redditi da fame per i riminesi: sono i più bassi in regione.

La diocesi vende al Comune i terreni necessari a finire le fogne (Carlino Rimini). Pecunia non olet. Anche se sono il frutto della vendita e dell’utilizzo temporaneo da parte del Comune di terreni (a Viserbella) interessati alla realizzazione del sistema fognario. L’amministrazione comunale sgancia alla Diocesi oltre 81mila euro. Scrive il Carlino che “tra i più critici ieri in commissione” c’è stato Luigi Camporesi, di Obiettivo civico, “che ha chiesto come mai in questo caso il Comune ha previsto il risarcimento per l’utilizzo temporaneo delle aree di cantiere, al contrario di quanto era avvenuto con i lavori del Trc”. Anche per il consigliere di Forza Italia Carlo Rufo Spina “il prezzo che sarà pagato alla diocesi «è piuttosto caro». Nessuno però ieri ha votato contro l’atto”.

Poi ci sono gli edifici di culto venduti.Sant’Agnese ceduta ai romeni” (Manuel Spadazzi, Carlino Rimini). “Stiamo perfezionando gli atti, ma è tutto fatto – conferma don don Danilo Manduchi, economo della diocesi – E’ stata una scelta naturale: la chiesa ortodossa della comunità romena aveva necessità di spazi più grandi”. Acquistata dagli ortodossi – già da qualche tempo – anche Santa Maria Maddalena alle Celle (Mario Gradara, Carlino Rimini). “Posso confermare che abbiamo rogitato l’immobile, e aggiungere – sorride padre Serafino Corallo, ‘rettore del protopresbitero del trono ecumenico’ – che l’acquisto di quella che ora è a pieno titolo la chiesa degli ortodossi è stato reso possibile, oltreché dalle donazioni dei fedeli, dagli introiti dell’otto per mille degli ultimi quattro anni”.

Con tutte queste entrate saranno calati i debiti della Curia? Certo che sì assicura l’economo diocesano don Danilo Manduchi: “In quattro anni il debito è calato di 14 milioni” (Carlino Rimini), passando da 36 a 22,5 milioni di euro. “Perfino i funzionari di Bankitalia ci hanno fatto i complimenti”, dice l’economo. Beh, allora!

Poliziotto fa politica? Libero di esprimersi (Andrea Rossini, Corriere di Rimini) “Un poliziotto, fuori dal servizio, al pari di qualsiasi altro cittadino, è libero di esprimere e professare le proprie idee. L’ispettore capo della questura di Rimini finito nel mirino della propria amministrazione per una serie di atteggiamenti “esterni” che denotavano passione politica ai limiti dell’attivismo per il “Movimento 5 Stelle” ha vinto il braccio di ferro con il ministero dell’Interno”,

Darsena, la protesta scende in piazza (Corriere di Rimini). “La Darsena domani alle 12 scende in piazza Cavour per contestare l’aumento dei canoni demaniali, che rischia di metterla in ginocchio in modo definitivo”. Per risolvere “nel più breve tempo possibile l’annosa questione degli aumenti indiscriminati dei canoni”, spiega Gianni Sorci, “c’è il massimo impegno del Comune”. Il sindaco infatti fa sapere di avere lavorato in queste settimane “con il presidente Anci “concordando con lui la redazione di una proposta normativa e anche un emendamento alla Legge di stabilità che verranno inviate al Governo per risolvere alla radice questa situazione assurda”.

Redditi da fame per i riminesi, sono i più bassi in regione (ma.spa. Carlino Rimini) “I redditi dei riminesi «sono i più bassi dell’Emilia Romagna». Non è purtroppo una novità, ma i dati della Cisl sono allarmanti. (…) Dallo studio emerge come i lavoratori e i pensionati riminesi dichiarino, in media, un reddito di 19.244 euro. La media regionale è di 22.737 euro. (…) Siamo fanalino di coda anche tra i giovani lavoratori: gli under 35 hanno dichiarato un reddito di 12.783 euro contro gli oltre 15mila di Ravenna e Forlì e Cesena, e gli oltre 16mila a livello regionale”.