“Errori nel progetto del Psbo, per questo è in fase di revisione?”

“Errori nel progetto del Psbo, per questo è in fase di revisione?”

Si fa presto a dire Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato. E' il progetto che dovrebbe scrivere la parola fine sugli imbarazzanti scarichi a mare all'origine di tanti divieti di balneazione. Ma la giunta Gnassi annuncia la necessità di nuovi interventi di "ottimizzazione" (nientemeno che per una spesa di 6 milioni di euro) quando l'opera non è ancora giunta al traguardo, dando la colpa alle "bombe d'acqua", e il consigliere di opposizione Luigi Camporesi parla senza mezzi termini di "progetto sbagliato".

“Mi risulta che il Psbo in questo momento sia in stato di revisione, progetto sbagliato, è vero?”. Lo streaming oscurato del consiglio comunale del 26 marzo scorso ha impedito ai più di venire a conoscenza di questa esternazione del consigliere di Obiettivo civico Luigi Camporesi. All’interrogativo andrà data una risposta, e dunque sarà tutto da soppesare attentamente, ma intanto partiamo da una fonte istituzionale e da parole che sono state pronunciate non al bar ma, appunto, in un consiglio comunale. Psbo. Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato. “L’ambizioso progetto che consentirà a Rimini di essere la prima città costiera a risolvere in maniera definitiva il problema degli scarichi a mare”, come ama dire la giunta Gnassi. 154 milioni di investimento per “superare completamente gli attuali 11 scarichi a mare entro il 2020”. Da poco è stato riclassificato il quinto scarico a mare (degli 11), il bacino Sortie di Viserba.

Luigi Camporesi

Cosa sta succedendo al progetto fognario taumaturgico giunto ormai a poca distanza dal traguardo? Se lo chiede l’opposizione ma non mancano anche gli annunci ufficiali, seppure molto generici, che arrivano da palazzo Garampi. Partiamo dai banchi della minoranza. “L’ing. Minarelli (Edolo Minarelli, già direttore generale di Hera Rimini, ndr) proprio in questa sala mi disse a proposito del Psbo: dovete fidarvi! Ora l’assessore potrà smentirmi, ma a me è giunta voce che il Psbo in questo momento sia in stato di revisione, ho fatto bene a non fidarmi”, ha detto Camporesi. “Mi risulta che circolino dei progetti rivisti, con altre due condotte sottomarine oltre a quella di piazzale Kennedy, ma gli assessori possono smentirmi, mi dicano che non è vero che il progetto Psbo è in fase di revisione… sono curioso di ascoltare cosa avranno da dire”. Ma nessuno dai banchi della giunta ha smentito, né corretto. Silenzio. Si parlava di Tari e l’assessore coinvolto era quello al bilancio, ma due parole sul Psbo, anche solo per rassicurare, forse sarebbero state opportune. Anche perché Camporesi ha sollevato all’interno dell’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo, una questione importantissima: il progetto che dovrebbe definitivamente risolvere il problema degli scarichi a mare e quindi della qualità delle acque di balneazione, in corso di realizzazione a peso d’oro, manifesterebbe qualche “falla” e per correre ai ripari sarebbero già pronte alcune soluzioni, naturalmente non a costo zero. Anzi, molto costose.

Da “Cantieri che cambiano la città”: pubblicazione a cura di Comune di Rimini, Hera e Romagna Acque

Dicevamo che non è solo l’opposizione a parlare di un lifting (che di solito si pratica per eliminare le rughe mentre in questo caso il chirurgo mette le mani su un bimbetto ancora in fasce) per il Psbo, ma anche la maggioranza che guida il Comune di Rimini. E’ dall’inizio di quest’anno, già in due occasioni, che la giunta lascia trapelare in altrettanti comunicati stampa il concetto che segue. L’ultimo è quello del 16 marzo scorso, nel quale si leggeva questo passaggio: “Sul piano progettuale il Piano risulta in costante ottimizzazione nell’ottica di migliorare l’affidabilità idraulica del territorio: è da tempo allo studio una revisione richiesta dall’Amministrazione con l’obiettivo di rendere il sistema in grado di dare anche una risposta ai fenomeni di tropicalizzazione del clima e agli eventi di allagamento conseguenti.
In questo nuovo quadro una prima opera aggiuntiva al PSBO, la cosiddetta “Dorsale Ausa”, ha visto l’avvio della progettazione definitiva con l’obiettivo di avviare nei prossimi mesi l’iter per l’autorizzazione dell’opera. Si tratta di un nuovo collettore di grosso diametro (parallelo alla SS 16) e relativo impianto di sollevamento che consentiranno di intercettare le acque meteoriche del bacino dell’Ausa andandole ad immettere nel “Deviatore Ausa”, evitando così che tali acque raggiungano la città.
L’intervento, che prevede lavori per un importo di circa 6 milioni di €, ha ottenuto un finanziamento ministeriale nell’ambito degli interventi finalizzati alla mitigazione del rischio idrogeologico e l’adeguamento dei sistemi fognari. Si stanno inoltre valutando ottimizzazioni progettuali sugli interventi previsti nella parte finale del PSBO per migliorare ulteriormente la salvaguardia idraulica della città di Rimini
“.

Come se nulla fosse, si parla della necessità di introdurre un’opera aggiuntiva al Psbo. Costo 6 milioni di euro. Ed altre “ottimizzazioni” sono al vaglio “nella parte finale”. E’ credibile che la causa di tutto questo possa essere ricercata nei “fenomeni di tropicalizzazione del clima e agli eventi di allagamento conseguenti”? Si legge oggi sul Carlino che il piano strategico si prepara a “progettare la Rimini che verrà da qui al 2039”, ma il Psbo ricade ampiamente all’interno della vision che avrebbe dovuto traguardare il 2027, mentre nel 2019 sorge già l’esigenza di interventi correttivi. Tutta colpa delle “bombe d’acqua”, assicura il sindaco Andrea Gnassi, “ecco perché i prossimi cantieri del sistema fognario saranno realizzati proprio per ridurre il rischio degli allagamenti in caso di forti piogge”. Fateci capire.

Il Piano di salvaguardia della balneazione risale al 2011, il Piano di salvaguardia della balneazione ottimizzato al 2013. Non a 50 anni fa. Il tema “bombe d’acqua” a Rimini esplode quando sindaco è Alberto Ravaioli. I quotidiani ne scrivono, La Voce di Rimini imbastisce molti articoli. Il prof. Renzo Rosso è autore di un libro interessante e alla portata di tutti – “Bombe d’acqua. Alluvioni d’Italia dall’unità al terzo millennio” (Marsilio) – intervistato sui contenuti dello studio, dichiara: “Bomba d’acqua è un sintagma del tutto scorretto usato solo nel nostro paese, ma ormai entrato nel lessico comune. Nacque dopo l’alluvione versiliese del giugno 1966, un evento molto particolare e straordinariamente intenso, forse una traduzione di “cloudburst”, anche se quell’evento non fu esattamente un cloudburst”. Fateci capire. Il Psbo migliore del mondo, non ha tenuto conto dei “fenomeni di tropicalizzazione”? Delle “bombe d’acqua” di cui in Italia si parla da oltre mezzo secolo e a Rimini da circa 12 anni?

Il nuovo collettore parallelo alla SS 16 che dovrà intercettare le acque meteoriche del bacino dell’Ausa andandole ad immettere nel “Deviatore Ausa”, con lo scopo di evitare che queste acque raggiungano il sistema fognario cittadino, potrebbe avere invece la funzione di “alleggerire” il carico idraulico su piazzale Kennedy in determinate occasioni critiche? Fra qualche addetto ai lavori raccogliamo l’ipotesi che i “correttivi” al Psbo non siano in realtà un fulmine a ciel sereno ma già ben scandagliati dai tecnici e non da oggi. Abbiamo chiesto chiarimenti ad Hera al riguardo, anche per sapere cosa si intenda per “ottimizzazioni progettuali, in corso di valutazione, sugli interventi previsti nella parte finale del PSBO per migliorare ulteriormente la salvaguardia idraulica della città di Rimini”, di cui parlava il comunicato stampa dell’amministrazione comunale di Rimini. Vi daremo conto di eventuali risposte. Non possiamo però non ricordare quanto ci disse in una intervista di quattro anni fa, l’ex direttore del Consorzio di Bonifica della provincia di Rimini, rispondendo alla domanda “si può dire con assoluta certezza che il Psbo risolverà finalmente il problema degli scarichi a mare evitando i divieti di balneazione? E in particolare, è sufficiente una struttura di accumulo di 35.000 metri cubi?” Così parlò Virgilio Buffoni: “Assolutamente no. Una infrastruttura delle pur rilevanti dimensioni annunciate non è di per sé in grado di risolvere il problema, stanti i rilevantissimi volumi in gioco in occasione degli eventi meteorici che hanno messo in crisi il sistema negli ultimi anni, determinando frequenti allagamenti a monte dello scarico e rilevanti problemi di smaltimento dei reflui a mare”.

Intanto i costi del Psbo continuano a lievitare. La “dorsale Ausa” e il collettore fognario sud costeranno di più del previsto e la differenza verrà pagata in bolletta: circa 6,5 milioni di euro. Lo ha documentato Rimini 2.0 lo scorso settembre. Così come pochi giorni fa abbiamo raccontato l’ultima impennata. E del depuratore di Santa Giustina vogliamo parlarne?