Forza Italia: “In città siamo già maggioranza”. Pizzolante: “Rifletterò su cosa fare della mia vita”

Forza Italia: “In città siamo già maggioranza”. Pizzolante: “Rifletterò su cosa fare della mia vita”

Duro da digerire il risultato per il candidato di Civica Popolare e per l'uscente (che rimarrà a casa) Tiziano Arlotti. I primi commenti per capire lo tsunami che ha travolto il centrosinistra a Rimini, in Romagna e in regione. Rufo Spina: "Quella che in consiglio comunale è l’opposizione da oggi è, nella realtà, la maggioranza".

La regione Emilia Romagna ha cambiato colore. Alla Camera il centrodestra supera il 33%, il centrosinistra si stoppa poco sopra l’asticella del 30%. Il movimento 5 stelle capitalizza il 27,54% ed è il primo partito anche nella un tempo rossa Emilia Romagna. LeU non supera nemmeno il 5%. Al Senato il centrodestra sale al 33,38%, il centrosinistra frena al 30,48%, i 5 Stelle il 26,94%, LeU il 4,73%. Al Senato è pareggio in termini di seggi fra centrodestra e centrosinistra nell’uninominale mentre alla Camera il risultato finisce nove a otto per il centrosinistra. In totale fanno 13 a 12 per il centrosinistra ma il bilancio finale del centrodestra, grazie soprattutto alla Lega di Matteo Salvini, è clamoroso. La differenza fra i 25 parlamentari eletti nell’uninominale e i 67 parlamentari che la nostra regione esprime in totale, dà 42, che sono gli eletti nel proporzionale.

Nell’uninominale a Rimini fanno il pieno e partono per Camera e Senato, sia Elena Raffaelli che Antonio Barboni. In Romagna il Pd alla Camera vince solo a Forlì e a Ravenna, rispettivamente con Marco Di Maio e Alberto Pagani, mentre il centrodestra aggiunge a Rimini anche la casella di Cesena, dove prevale Simona Vietina di Forza Italia (32,84%). Al Senato oltre a Rimini il centrodestra mette la propria bandierina a Piacenza, Parma e Ferrara. Al centrosinistra restano Modena, Reggio Emilia, Bologna e Ravenna.

Antonio Barboni ha conquistato il 34,36%, cioè 105.774 voti, staccando sia Carla Franchini (30,93%) che Tiziano Arlotti (27,04%). Elena Raffaelli ottiene il 35,17%, pari a 59.161 voti. Pesa la mancata elezione di Pizzolante (anche perché a Modena e a Bologna Beatrice Lorenzin e Casini ce l’hanno fatta) e di Arlotti. Gnassi chiudendo la campagna elettorale al Fulgor aveva detto: “I fatti contano! Dalle fogne alla terza corsia. Contano le strade, i 240 dati alle famiglie con i figli. Noi non abbiamo bisogno di parlamentari che prendono i voti e scappano. Sergio e Tiziano per Rimini ci sono sono sempre stati”.

Marzio Pecci: un successo. “Il successo elettorale della Lega è oggi sotto gli occhi di tutti. Gli elettori hanno voluto dare un premio al lavoro fatto in questi due anni di presenza della Lega sul territorio. Ora siamo più forti e la maggioranza non potrà non tenere conto dei nostri contributi in consiglio comunale. La soddisfazione ci ripaga delle umiliazioni che la maggioranza arrogante, per la forza dei numeri, ci ha inferto”. Il capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale può cantare vittoria e lo fa con molto piacere. “Abbiamo trascorso due anni difficili e l’elettorato ci ha premiato. L’elettorato ha punito il patto scellerato tra Patto Civico e PD che era stato siglato nel 2016. Il nostro ringraziamento va a tutte le donne, ai giovani, agli uomini onesti che hanno contribuito al risultato”. Che, spiega Pecci, è frutto anche dei giovani. “I voti che abbiamo ricevuto esprimono un bisogno: il bisogno di uno stato giusto fatto di giuste tasse, di lavoro, di sicurezza. Poi c’è la voglia di un Pese dei diritti, di un paese che cresca e produca lavoro. Un voto ottenuto contro tutti. Ci hanno provato in tutti i modi a deviare il voto degli onesti ma non ci sono riusciti. Ci hanno insultato, aggrediti, vilipesi e noi abbiamo ribattuto punto su punto ed il voto ci ha dato ragione. Noi siamo al servizio dei diritti. Riprendiamo la tradizione di un Paese che sa crescere e che sta dalla parte dei più deboli … sempre!”

Forza Italia: “In città siamo già maggioranza”. “Forza Italia prende atto della valanga verde-azzurra di centro-destra che ha spazzato via il rosso da Rimini e dintorni. Nei tre collegi uninominali ricomprendenti la provincia di Rimini (uno al Senato e due alla Camera) il centro-destra segna un clamoroso tre a zero nei confronti del Movimento 5 stelle e del centro-sinistra che arriva ovunque ultimo”. Così il capogruppo di Forza Italia, Carlo Rufo Spina, interviene a commento del risultato elettorale. “L’elezione dei nostri Antonio Barboni al Senato e Simona Vietina alla Camera rappresenta per Forza Italia un risultato fondamentale per la rappresentatività sul territorio dei nostri temi in materia di sicurezza, sgravi fiscali, lavoro e vicinanza alle attività produttive. Il filo diretto con Roma ora è dentro casa e questo è fondamentale. A completare il successo del centro-destra l’elezione di Elena Raffaelli della Lega con cui non ho dubbi che sapremo portare avanti una fattiva collaborazione, dato che uniti si vince e i nostri elettori hanno dimostrato di volere questo centro-destra al governo di Rimini e dei comuni di questa parte di Romagna”. Per Rufo Spina “a Rimini con il 12% ci attestiamo come quarta forza politica e insieme alla Lega al 19%, terza forza, e Fratelli d’Italia rappresentiamo il 35% dei riminesi, ovvero la maggioranza relativa dei consensi. Quella che in consiglio comunale è l’opposizione da oggi è, nella realtà, la maggioranza. Ora si apre un tema politico molto serio per il Pd locale, dato che stando a questi numeri il centro-sinistra sarebbe escluso dal ballottaggio. Le componenti più centriste e liberali che stanno sostenendo la giunta Gnassi, punite pesantemente anche dal voto locale, dovranno rendersi conto della subalternità alle politiche di sinistra cui sono state costrette negli ultimi due anni e trovare qualche risposta soddisfacente per il futuro, conformemente alle indicazioni dei loro elettori. L’auspicio che rivolgo agli alleati invece è di continuare uniti nella strada che stiamo percorrendo perché adesso, con maggiore rappresentatività del territorio in parlamento, la vittoria al Comune non è mai stata così vicina“.

Il commento di Arlotti. “In politica nessuna vittoria è per sempre, così come le sconfitte. Certo, avrei preferito un altro epilogo. Ma le urne hanno espresso una tendenza nazionale che è stata confermata anche a livello regionale e riminese, con un centrosinistra e un Pd molto ridotti rispetto alle aspettative e alle previsioni. Il Pd è il partito che ha perso. L’elettorato non ha premiato il lavoro fatto e il programma presentato, preferendo il centrodestra, che pur aveva già portato il paese sull’orlo del baratro, e il M5S con le sue proposte che attendono sempre la prova dei fatti. Al Presidente Mattarella spetta il difficile compito di individuare il percorso migliore affinché l’Italia non finisca nuovamente nell’occhio del ciclone. E sia la Lega, che ha cannibalizzato parte di Forza Italia, sia il M5S hanno posizioni che rischiano di porre l’Italia in forte frizione con l’Europa e il necessario riformismo”. Tiziano Arlotti punta il dito contro i vincitori ma gli elettori hanno forse ritenuto che il paese sull’orlo del baratro ce l’abbia portato il centrosinistra.
“Il risultato di queste elezioni, a tutti i livelli, richiederà una puntuale verifica e un’attenta riflessione. Fra poco più di un anno avremo le elezioni amministrative, e il Pd e la coalizione dovranno portare avanti un programma coerente con i valori a fondamento di quello che abbiamo presentato. Io ringrazio tutti coloro che hanno dato fiducia a me, al Pd e al centrosinistra. Grazie in particolare al gruppo di volontari che mi è stato accanto, e a Fabrizio Landi che con il Pd cesenate ha affiancato questa faticosa campagna elettorale. Faccio i miei auguri a coloro che sono stati eletti, auspicando che non vanifichino il lavoro fatto in questi anni e che conservino per il nostro territorio quella considerazione che ho sempre cercato di tenere alta nella passata legislatura. Rimini e la Romagna hanno avuto attenzione da parte del Governo e nei provvedimenti legislativi varati dal Parlamento, ed è un patrimonio che non può essere dissipato”.

Pizzolante: “Rifletterò su cosa fare della mia vita”.
“Il risultato è impietoso! In questi casi non sai nemmeno se hai diritto di parola. Ti chiedi se ha un senso dire, dichiarare. Non sai più nemmeno cosa sei. Hai partecipato alla costruzione una proposta politica che è stata divelta. Simile ma non uguale a quelle vincenti di due anni fa a Rimini e di un anno fa a Riccione!”. E’ il giudizio che ricava Sergio Pizzolante dalla travolgente sconfitta. Tenta un confronto fra il locale e il nazionale: “A Rimini e a Riccione è stata costruita bene e in tempo, in Italia male, molto male e contro il tempo. Male perché non è stata una costruzione politica con racconto all’altezza. Male perché con un retro terra di errori macroscopici e con una immagine non rimediabile all’ultimo momento. Male perché abbiamo partecipato al governo del Paese, contribuendo a salvarlo, dando l’idea che volevamo salvare prima di tutto noi stessi. Ministeri, pennacchi, scelte sbagliate di persone e proposta , fughe, divisioni, ambiguità. Poco, quasi nulla, di tutto questo mi riguarda, io non ho avuto nulla di più di quando sono entrato in Parlamento, nessun pennacchio e nessun tentennamento sulla direzione da prendere, la costruzione di un nuovo progetto politico alla Riminese o alla Macron. E però, come cantava De Andre’: provate pure a credervi assolti, siete comunque coinvolti.”
Dice Pizzolante: “Alla fine abbiamo salvato il Paese (su questo non mollo di un centimetro) perdendo noi stessi.
Contro il tempo perché questo è il tempo del populismo senza argine. Lo dico chiaramente, non so se avrò più la possibilità o la voglia di continuare a dirlo. E quindi lo dico. Se quello che fai non conta niente, sei contro il tempo. Guardate il risultato di Franceschini e Minniti. Se hai contribuito a superare una fase nella quale il Paese rischiava il fallimento, le aziende fatturavano un 50% in meno, il turismo 20% in meno, i negozi cadevano come birilli e così i posti di lavoro e non conta niente, sei fuori dal tempo. Se hai dato una mano d’aiuto ad un grande sindaco, assumendoti responsabilità e rischi, per far crescere Rimini rendendola una città più bella, vivibile e competitiva e non conta niente, sei contro il tempo”. Colpa del tempo cinico e baro?
“Se hai elaborato un pensiero (senza falsa modestia) capace di vedere in anticipo l’avanzata dei populismi e degli estremismi e la necessità di una risposta nuova come in Francia o in Germania e non conta niente, sei contro il tempo.
Ed è un tempo terribile”, prosegue Pizzolante. “In Europa, negli USA. In Italia è peggio. In Italia le forze populiste ed estreme hanno raggiunto livelli di consenso come in nessun altro Paese al mondo. Da destra a Sinistra.
Fughe dalla realtà, razzismo diffuso, odio, violenza, non solo verbale, prima gli italiani, prima i riminesi, prima quelli del mio quartiere, prima quelli della mia via, prima quelli di casa mia, prima io. Sto male o corro il rischio di poter star male o di non poter star meglio, la colpa è della politica o, comunque, degli altri”.
Se la prende con le promesse degli avversari: “50 anni di proroga delle spiagge, via i profughi, 15% di tasse per tutti, stipendi dimezzati, tutti a casa, aria nuova. Non importa che quasi nulla sia realizzabile (tutti a casa quasi, ma da tangentopoli in poi le cose sono sempre andate verso il peggio), non importa se hai fatto finta di restituire lo stipendio, non importa. C’è chi vuole sentirle dire certa cose e c’è chi non sa far altro che dirle. Quadro desolante! Del quale ha grande responsabilità anche il mondo dell’informazione. Se per anni racconti, sui giornali e in televisione, la politica come un mondo di ladri e incapaci, il risultato è questo. Il vento contro è fortissimo, non contano le persone, le storie, le cose fatte. Il tempo è questo. Ed io sono contro il tempo. Orgoglioso di essere contro questo tempo. Rifletterò su cosa fare della mia vita”.
L’ultima parte del suo messaggio è tutto sul personale: “Starò vicino alle persone alle quali voglio bene. Starò vicino alle persone che hanno creato con me le comunità straordinarie del Patto Civico. Starò vicino ad Andrea Gnassi perché possa continuare la sua opera per Rimini. Mi ha fatto male l’accusa rivoltami di aver esercitato una sorta di ricatto nei suoi confronti per la mia candidatura, alla quale avrei sinceramente rinunciato, come molti sanno. Come mi fa male l’accusa di trasformismo. Uno che ha sempre dichiarato con orgoglio, pagandone tutte le conseguenze, di essere un craxiano, non può essere un trasformista. È quello che dice Mattia Feltri “la dittatura dell’attimo”. Non importa quello che sei, quello che hai fatto, quello che pensi. Basta un attimo, una scelta o un pensiero non compresi o volutamente non compresi e meriti parole e gesti violenti, capaci di deformare la tua vita. La riorganizzerò la mia vita. Grazie a tutti. Auguri agli eletti“.