Il “pellicano” Carim non è una specie protetta: ecco le nuove insegne Crédit Agricole

Il “pellicano” Carim non è una specie protetta: ecco le nuove insegne Crédit Agricole

Già numerose le filiali che espongono il nuovo marchio del gruppo francese. Mentre si attendono gli esiti dell'Opa, l'Associazione Cassa 1840 bolla come conquistatori i nuovi proprietari della storica banca di Rimini.

Il pellicano è una specie protetta, guai a toccarlo. Ma non quello che costituiva il “marchio” di banca Carim e che per lungo tempo ha fatto bella mostra di sé, nell’atto di nutrire i suoi piccoli, nello stemma dell’istituto di credito riminese. Su diverse filiali della ex Carim il pellicano è sparito e sono comparse insegne a caratteri cubitali “Crédit Agricole”. Chi vuole farsi una foto ricordo davanti allo storico logo di banca Carim deve affrettarsi, qualche traccia del passato resiste ancora, ma il nuovo ormai avanza inesorabile.

La filiale di via Coletti; in alto quella di via Marecchiese

A gennaio si è insediato il nuovo consiglio di amministrazione della banca, presieduto da Guido Corradi, mentre la rappresentanza locale è stata circoscritta a Matteo Guaitoli e Attilio Gardini. Presumibilmente in autunno ci sarà anche la fusione per incorporazione di Carim (ma anche di Carismi e Cassa Cesena) nel gruppo francese, che però non ha atteso quella scadenza per piazzare i propri vessilli.

Nel caso della filiale di piazza Marvelli sopravvive per ora anche il pellicano affiancato dalla scritta “Banca Carim”, ma bisogna guardare verso il cielo per notarli.

C’è attesa invece per conoscere gli esiti dell’Opa, che scade – salvo proroghe – fra quattro giorni. Fra gli azionisti c’è chi ha considerato una “scelta obbligata” aderire alla offerta pubblica di acquisto volontaria, ma c’è anche chi ha deciso di resistere e di rimanere in gioco, anche se con un peso specifico irrilevante.

Oggi l’Associazione Cassa 1840 ha diffuso una nota appuntita verso Crédit Agricole: “Prendiamo atto che le preoccupazioni da noi evidenziate sin dalla assemblea con la quale è stata data la delega al cda guidato dal prof. Avv. Sido Bonfatti per l’ aumento di capitale (con la possibilità di escludere il diritto di opzione degli azionisti) di Banca Carim si sono avverate. Dall’attività del nuovo cda e da quanto messo in atto da Credit Agricole–Cariparma traspare e non troppo velatamente l’atteggiamento del “Conquistatore”. Atteggiamento ben diverso da quanto riportato sugli organi di stampa, in questi mesi, che hanno dipinto Credit Agricole–Cariparma come il soggetto adatto a subentrare nella attività bancaria del territorio romagnolo per la sua propensione ed attenzione verso il territorio e i suoi cittadini”.
“Come cittadini riminesi “Azionisti” questa attenzione non l’abbiamo vista e avremmo auspicato alla luce del senso di responsabilità e attaccamento dimostrato dagli “Azionisti” di quella che era Banca Carim, la volontà di Credit Agricole-Cariparma di farci partecipare e contribuire al successo della attività di un importante Istituto bancario che vuole implementare il suo Business nel territorio della Romagna e non solo”, prosegue l’Associazione. “Ciò detto, ogni ex azionista, come normalmente accade, finito quel feeling che lo legava alla Carim non potrà fare altro che decidere se proseguire il rapporto con il nuovo Istituto o individuare nella galassia degli istituti bancari nazionali o locali del territorio il nuovo soggetto con cui operare”. Come dire, se dialogo non c’è, allora liberi tutti. Ma il finale lascia ancora aperte le porte: “Augurandoci che nel prossimo futuro Credit Agricole-Cariparma possa e voglia dimostrare con i fatti di sapere coniugare le sue capacità di business con una visione strategica dello sviluppo di un territorio pronto a cogliere l’occasione di possibili riprese della economia”, con “i complimenti al Dott. Giampiero Maioli – AD di Credit Agricole Cariparma – per la capacità dimostrata di saper cogliere e sfruttare al meglio le occasioni che gli si sono presentate”.

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