Le presenze fanno ancora “boom”: tutto va bene, Madama la Riviera?

Le presenze fanno ancora “boom”: tutto va bene, Madama la Riviera?

I numeri dell'Osservatorio turistico disegnano una Riviera che continua a macinare arrivi e presenze. Ma gli operatori lamentano un andamento lento, molto lento, per la stagione che si è vista fin qui. Gongolano Corsini e Bonaccini. Domanda: chi paga l'attività di chi mette insieme questi numeri da "boom"?

L’Osservatorio turistico ci vede bene? La domanda non è peregrina perché sulla sua “vista” si basano le valutazioni dei decisori e “gestori” delle politiche turistiche in questa regione. A leggere i comunicati stampa la Riviera romagnola procederebbe a colpi di “boom” e ogni anno di più farebbe la parte del “leone”. Ma chi li ha visti questi boom e questi leoni da Bellaria a Cattolica passando per Rimini?

Partiamo dalla notizia. “Secondo l’ultima rilevazione dell’Osservatorio turistico regionale di Unioncamere Emilia-Romagna – elaborata da Trademark Italia – nel primo semestre 2018 il turismo dell’Emilia-Romagna mette il segno più davanti a tutti i comparti. La Riviera fa la parte del leone, ma fanno registrare ottimi risultati anche tutti gli altri settori, dall’Appennino alle città d’arte, alle terme. E i dati rilevati già superano le performance dello scorso anno, una stagione considerata da record. In particolare, i numeri dell’Osservatorio dicono che il primo semestre del 2018 chiude con oltre 19 milioni di presenze nella nostra regione, con un aumento del 6,9% rispetto ai 18 milioni rilevati nello stesso periodo del 2017. Per quanto riguarda gli arrivi, si superano i 5,8 milioni, che rappresentano un +8% sui circa 5,4 milioni della prima metà dell’anno scorso. In aumento sia la clientela nazionale (+6,9% gli arrivi e +5,8% le presenze) sia quella internazionale (+11,4% gli arrivi e +10,2% le presenze)”.

Vediamo, all’interno di questo boom, come se la passa la Riviera secondo l’Osservatorio turistico regionale, ovvero secondo i numeri elaborati da Trademark Italia. “Il movimento turistico rilevato per la Riviera dell’Emilia-Romagna nel periodo gennaio-giugno 2018 presenta un incremento del +4,5% degli arrivi e del +4,3% delle presenze. In crescita sia la componente nazionale (+3,6% di arrivi e +3,0% di presenze) che internazionale (+8,2% di arrivi e +8,6% di presenze) della domanda”.

Ora leggete quello che veniva comunicato lo scorso anno, sempre dalla stessa fonte, relativamente ai primi sei mesi. Stesso “Boom Emilia-Romagna nei primi sei mesi” e poi proseguiva: “Turismo col segno più in Emilia-Romagna e con sempre maggior forza importante fattore di sviluppo per l’economia regionale. Il settore chiude infatti il primo semestre 2017 con oltre 17 milioni di presenze, +7,6% rispetto ai 16 milioni registrati nello stesso periodo del 2016, mentre gli arrivi superano i 5 milioni, +8% sui circa 4,8 milioni della prima metà dell’anno scorso. In aumento sia la clientela nazionale (+8,3% gli arrivi e +7,4% le presenze) sia quella internazionale (+7,2% gli arrivi e +8,5% di presenze)”.
E a proposito di Riviera, il quadro era il seguente: “la costa” segnava “2,5 milioni di arrivi (+8,4%) e 10,7 milioni di presenze (+6,6%)”.

Questo significa che, solo fermandoci al primo semestre, fra 2017 e 2018 la Costa o Riviera (sono due parametri abbastanza vaghi entrambi) secondo l’Osservatorio hanno macinato percentuali di crescita da paura: circa più 13% di arrivi e circa più 11% di presenze. Ma siamo proprio sicuri sicuri?

Trademark, com’è noto, utilizza una particolare metodologia per calcolare questi numeri davvero incoraggianti per il turismo romagnolo. Trademark stessa l’ha spiegata in questo modo: “la metodologia prevede la rivalutazione periodica delle statistiche ufficiali oltre che stime e proiezioni attraverso le indicazioni fornite da un panel di oltre 1.300 operatori di tutti i comparti dell’offerta turistica regionale e da riscontri indiretti, come le uscite ai caselli autostradali, gli arrivi aeroportuali, i movimenti ferroviari, le vendite di prodotti alimentari e bevande per l’industria dell’ospitalità, i consumi di energia elettrica ed acqua, la raccolta di rifiuti solidi urbani ed il periodico sondaggio di un campione di turisti nazionali”.

Si tratta quindi di stime, proiezioni. Si tratta poi di dati che non collimano con quelli dell’Istat, l’Istituto Nazionale di Statistica. Il tema l’abbiamo già affrontato anche in passato, ma non è una cosuccia da poco. “Confusa e felice la Regione Emilia Romagna: da una parte esulta coi dati dell’Osservatorio, dall’altra no (dati Istat)“. La domanda quindi diventa la seguente: quale fondamento di oggettività, o scientificità, possiedono le statistiche da “boom”?

Presso il Campus di Rimini ha sede il Centro di Studi Avanzati sul Turismo (CAST), operativo dal 2014, che “ha come obiettivo quello di coordinare e rafforzare le attività di ricerca, divulgazione ed alta formazione nel campo del turismo”. Ne fanno parte anche docenti di statistica. Noi abbiamo interpellato in passato il CAST per chiedere il punto di vista degli esperti su stime e proiezioni come quelle messe in circolazione dall’Osservatorio turistico, ma senza riuscire a raccogliere il loro autorevole parere.

I numeri dell’Osservatorio cozzano un po’ coi dati di realtà, e mentre facciamo questa affermazione dichiariamo in grassetto che stiamo entrando nel campo delle valutazioni “spannometriche. Però visto che l’Osservatorio fa tesoro del traffico autostradale, dell’andamento meteo e di altri parametri, si può almeno tenere conto delle valutazioni espresse dalle categorie economiche, cioè dagli operatori turistici “sul campo”?

Non più tardi del 31 luglio, il presidente della Cooperativa bagnini di Riccione, Diego Casadei, dichiarava al Carlino: “Purtroppo non sta andando bene. Mi riferisco a giugno ed anche a luglio. Premetto che i conti si faranno alla fine, ma è questa l’indicazione che abbiamo raccolto sentendoci in Cooperativa”. E spiegava: “Come sempre c’è chi riesce meglio ad assorbire i momenti di difficoltà e chi invece soffre di più, ma quanto è evidente è un trend in negativo per l’andamento di questa estate“. Riferiva un dato di osservazione che probabilmente è stata esperienza di molti, non solo a Riccione, passeggiando in spiaggia durante il giorno o nei viali di sera, o guardando l’occupazione dei parcheggi: “Dal lunedì al venerdì c’è poco movimento. Poi si torna a lavorare nel weekend. Non è un problema che riguarda solo le zone periferiche, come detto è generalizzato. Vi sono stabilimenti con alberghi alle proprie spalle che durante la settimana soffrono, e la medesima cosa la si ritrova anche dove ci sono seconde case”. Tanto che l’Aia della Perla verde svolge sondaggi in proprio fra gli albergatori per avere un quadro più realistico possibile della situazione.

Il 17 luglio a dirsi insoddisfatti per la stagione 2018 erano gli addetti ai lavori di Cattolica: “L’estate turistica non decolla, a risentirne sono le categorie”, titolava il Carlino. Giuseppe Barbieri, presidente Adac, dichiarava: “Dopo un giugno piuttosto nero ed un luglio che ancora non decolla, dobbiamo ragionare bene sul tipo di promozione turistica nella quale vogliamo credere”. A Bellaria la musica è grossomodo la stessa.
Albergatori che gestiscono hotel di fascia medio-alta a Rimini lamentano una estate “spompata”, con un calo consistente di presenze, non attutito nemmeno dai grandi eventi. E allora?

Gongolano Corsini e Bonaccini. “Sono dati che confermano il ruolo di primo piano dell’Emilia-Romagna come meta turistica di rilievo internazionale – sottolinea Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna – Lo dimostrano i numeri, e lo dimostra il fatto che la nostra regione quest’anno ha conquistato il primo posto della graduatoria delle dieci migliori destinazioni europee, fregiandosi del titolo di Best in Europe 2018 della Lonely Planet, forse la guida turistica più importante al mondo. Credo sia anche il frutto del nostro impegno a qualificare l’offerta turistica. Un impegno fatto di investimenti importanti, ad esempio sulle infrastrutture, sulle piste ciclabili, sugli impianti sportivi, sulla qualità dei luoghi e sul sostegno agli eventi che rappresentano motivi di attrazione per le nostre località”.

I dati dell’Osservatorio – aggiunge Andrea Corsini, assessore regionale al turismo – segnano un percorso virtuoso che già nel 2017 ha registrato il record di quasi 57 milioni di presenze, numeri straordinari e importanti anche per l’occupazione e il Pil regionale, con il turismo che ne rappresenta ormai il 12%. Del resto, non va dimenticato che pochi territori possono offrire, come noi, proposte che abbracciano un’ampia gamma di offerte turistiche che vanno dall’Appennino alla costa, spaziando dalla cultura ai motori, dal cibo al wellness”.

Ultima questione: chi paga l’attività di chi mette insieme questi numeri da “boom”? Se paga la Regione Emilia Romagna, che poi esulta con Bonaccini e Corsini per le ottime performance, beh, allora davvero tutto va bene Madama la Riviera!