Metromare, paga Pantalone

Metromare, paga Pantalone

"Nel 2020 è già costato due milioni». A differenza di quello che prometteva il piano economico finanziario, cioè utili praticamente da subito e 3,7 – 3,8 milioni di passeggeri annui, anche facendo la debita taratura degli effetti della pandemia, la realtà racconta di un'opera faraonica che produce perdite a valanga.

«Appare congruo (seppure estremamente prudenziale) assumere al domanda di trasporto da soddisfare all’entrata in servizio del sistema TRC pari a 3,7 – 3,8 mln di passeggeri annui. A partire da questo scenario iniziale (che si ripete essere estremamente prudenziale), anche e soprattutto all’entrata a regime del nuovo sistema della rete dei trasporti pubblici sul territorio accompagnati dai necessari provvedimenti atti a disincentivare l’utilizzo del mezzo privato a favore del mezzo pubblico, si ritiene congruo stimare una crescita della domanda di trasporto pari al 5% annuo per i primi 4 anni e al 2,5% per i successivi 4 anni con una situazione a regime all’ottavo anno di esercizio pari a 4,9 – 5 mln di passeggeri annui». E’ quanto si legge nei documenti ufficiali del piano economico finanziario del Trc, oggi Metromare, stilati nel 2012. Il risultato della gestione prevedeva un piccolo segno meno solo nel primo anno ipotizzato di entrata in servizio (il 2017, invece il taglio del nastro è arrivato due anni dopo) e poi un attivo crescente.

«…l’opera TRC è in grado di produrre Margine Operativo Lordo, EBITDA (nel nostro caso stimato pari al MOL) e utile d’esercizio positivi. Più in particolare con l’EBITDA che riesce a produrre l’opera si ha una copertura totale dell’indebitamento bancario, sin dal primo anno di utilizzo della stessa». Il piano economico finanziario assicurava anche un’altra cosa: «Il margine operativo lordo (o EBITDA) potrebbe rappresentare anche un valido parametro di riferimento al fine di determinare un eventuale canone di locazione ricavabile dalla eventuale “concessione in affitto” dell’opera ad un Gestore individuato con gara». Un libro dei sogni, a giudicare dal primo anno di attività del Metromare e fatte tutte le debite “tarature” sulla sospensione causata dalla pandemia.
Nella relazione tecnica generale allegata al progetto definitivo del 1996, i numeri erano ancora più lusinghieri e stimavano una domanda complessiva annua legata al Trc fra i 10 e i 12 milioni di spostamenti.

Invece, ribadisce oggi il Comune di Riccione, che ha votato contro il consuntivo AMR, annunciando che impugnerà la spesa che è stata preventivata, «Agenzia Mobilità Romagnola ha contabilizzato un milione con la voce contributo per affidamento servizio TRC e chiede a Riccione 200 mila euro. A questo punto conti alla mano, nel 2020 il TRC è già costato due milioni, nel 2021 sappiamo che PMR ha preventivato un milione e poi c’è l’incognita che pesa su AMR perché non si è risolto il nodo di Start che non intende pagare per l’uso dell’infrastruttura». Un «pozzo senza fondo», commenta l’assessore riccionese al bilancio Luigi Santi, «i debiti del Trc sono come cambiali in bianco che si chiede di firmare sulle spalle dei cittadini contribuenti». Qualcosa non va, soprattutto partendo i conti sbandierati prima della entrata in funzione del mezzo di trasporto su gomma che viaggia ancora in modalità «sperimentale». Se poi, aggiunge l’assessore, «pensiamo a come è iniziata nel 2019 con una spesa di 50 mila euro per l’inaugurazione di un servizio che non c’era ancora ma solo una sperimentazione, si capisce dove si sarebbe finiti. C’è anche un’altra questione: «dove è fino il bando per il trasporto pubblico locale? L’ultima gara è stata nel 2006 si sta procedendo con proroghe su proroghe. Ma la legge nel 2017 impone la gara perché la libera concorrenza per tutelare i consumatori è ormai un dato acquisito, ma a quanto pare non per tutti. Per noi la gara è una priorità per garantire non solo un servizio efficiente ma anche costi giusti».

Ci pensa Riziero Santi, coi soldi della Provincia. Il quale, forse per spegnere i bollori degli amministratori comunali a seguito della odierna assemblea di AMR relativa al bilancio, fa sapere che «con l’avvio di Metromare sono state riviste alcune linee, tra cui anche la storica 11, e ciò ha comportato un risparmio di Km effettuati, di cui hanno beneficiato in primo luogo i Comuni medi e piccoli, che quindi andranno a pagare di meno rispetto a quanto era stato indicato in fase di preventivo». E la Provincia «pagherà il 25% dei costi dei km effettuati dalla nuova linea Metromare. Quindi nessun Comune non attraversato da Metromare pagherà costi aggiuntivi per la nuova linea. E’ evidente invece che Rimini e Riccione pagheranno la parte di propria competenza, secondo il criterio della ripartizione chilometrica». Letto il comunicato che arriva dalla Perla verde, la previsione di Santi appare molto ottimistica. E, in ogni caso, anche i soldi della Provincia sono denari pubblici.

Avendo alle spalle questo scenario da brivido, si progetta la prosecuzione del Metromare, sia verso la Fiera (ipotizzando oltre due milioni e mezzo di utenti l’anno), tratta sulla quale c’è già il finanziamento ministeriale di 48.976.182, che verso Cattolica. Per collegare la stazione di Rimini con i padiglioni di Ieg (già uniti dalla ferrovia) alle prese, come tutte le Fiere, con la batosta della crisi da Covid, si spenderà una cifra faraonica (e nel 2018 palazzo Garampi aveva parlato di quasi 70 milioni di euro). Somma faraonica perché riguarda appena 4,125 Km serviti da 5 fermate, mentre per i 10 km da Rimini e Riccione (con 17 fermate) la spesa è stata di 92 milioni di euro. Quando la pandemia morde, le aziende barcollano, il turismo soffre come non mai, e il trasporto pubblico vive la sua stagione più nera muovendosi nella più totale incertezza di scenario, le risorse andrebbero impegnate con oculatezza per non costruire cattedrali nel deserto.

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La trasparenza, questa sconosciuta. Trattandosi di soldi pubblici, il rendiconto del Metromare dovrebbe essere alla luce del sole, possibilmente pubblicato online. Invece per ottenere i numeri che fotografano anche solo i passeggeri del primo anno, bisogna fare il giro delle sette chiese e si ottiene poco o nulla. Più nulla che poco. Dalla Provincia rimandano a Start e ad AMR, che è l’Authority di area vasta, che però non rispondono. Nel bilancio 2019 di Pmr si legge che «PMR ha chiesto al Gestore di conoscere i dati relativi ai passeggeri trasportati e dalle informazioni ottenute ha ricavato le seguenti tendenze». I dati mancano.

Le uniche informazioni che siamo riusciti ad ottenere sono quelle forniteci da Pmr, che ci informa di «non gestire materialmente i dati» che abbiamo richiesto, «che istituzionalmente competono ad altro Ente».
Comunque, spiega l’ing. Roberto D’Andrea della Direzione Patrimonio, TRC e Progetti Speciali, «i numeri della media delle vidimazioni nel periodo invernale fino alla sospensione del servizio e quelli successivi alla ripresa del servizio a fine luglio sono i seguenti: vidimazioni medie settimanali dal 24 novembre a fine gennaio da 8.000 a 17.000 e dal 24 luglio a fine agosto da 10.000 a 15.500». Ben poca cosa rispetto alle rassicurazioni messe nere su bianco nei piani economici e finanziari. «Per quello che attiene le previsioni di traffico che sottendono la realizzazione dell’opera, esse erano basate su alcuni fondamenti quali la revisione complessiva della rete del Trasporto Pubblico Locale e la rimodulazione delle linee a mare (linea 11) ed a monte (linea 9, 124 e 134) lungo la direttrice del Trasporto Rapido Costiero, oltre ad una maggiore frequenza del servizio della linea Metromare, che ad oggi, per tutta una serie di motivi, non sono state avviate. Infatti l’attività di Metromare è ancora tecnicamente in fase sperimentale, essendo in pieno corso le complesse attività di verifica tecnica (che richiede un servizio particolarmente innovativo quale è Metromare) da parte del competente organo del Ministero delle Infrastrutture (USTIF). D’altra parte l’effetto dell’emergenza epidemiologica sta avendo rilevanti ripercussioni su tutto quello che concerne il segmento del Trasporto Pubblico in generale ed anche delle vicende legate al Metromare e finora hanno sconsigliato l’Authority competente di procedere alla rimodulazione delle linee esistenti sulla direttrice Riccione-Rimini; tutto quello che sta accadendo infatti pone quotidianamente problemi di non facile lettura e soprattutto soluzione ed evidentemente non consente al momento di fare nessun tipo di riordino e di riprogrammazione del trasporto pubblico».
Però si decide di mettere in cantiere nuove tratte del Metromare.