Personale a tempo determinato nei Comuni: Riccione non bada a spese, gli altri non pubblicano i dati

Personale a tempo determinato nei Comuni: Riccione non bada a spese, gli altri non pubblicano i dati

Le amministrazioni pubbliche devono dichiarare la spesa per "il personale non a tempo indeterminato”, con la segnalazione trimestre per trimestre dei costi sostenuti. Nella Perla Verde la spesa è in continuo aumento. Per il Comune di Cattolica e quello di Misano solo pagine (web) bianche. E anche Rimini lascia molto a desiderare.

Mentre si combatte la noia con l’ancor più noiosa polemica del PD riccionese, nella persona di Sabrina Vescovi che accusa il sindaco Tosi per l’allargamento del gabinetto di governo, con conseguente aumento dei costi per i cittadini riccionesi stimati in 101.142,83 annui. Ecco, mentre si parla, si critica, o nel caso della Tosi ci si difende, sono resi noti dal Comune di Riccione gli ultimi numeri riguardo alla spesa per il personale a tempo determinato.

Il decreto legislativo 33/2013 impone alle amministrazioni pubbliche di dichiarare la spesa per “il personale non a tempo indeterminato”, con la segnalazione trimestre per trimestre dei costi sostenuti. Non fa differenza se l’impiego a tempo determinato riguardi un cuoco per le mense scolastiche oppure un dirigente dei più alti piani del Comune. Tutto segnato: spesa complessiva, contributi, Irap, etc. Così, tra le varie figure alle dipendenze della Perla verde in questi primi mesi del 2017, si trova un “istruttore didattico culturale”, un “istruttore di polizia municipale”, un “esecutore cuoco” e tante altre, compresi due dirigenti, di cui il comune si serve nel tentativo di dotarsi di un personale sufficiente per la miriade di compiti a cui le amministrazioni locali decidono di far fronte, costruendo di fatto quel socialismo municipale spesso utile a chi è nel Comune rispetto ai cittadini chi abitano nel comune.

Arriviamo dunque ai dati: si vede come dal 2014, il primo anno in cui sono disponibili le tabelle, il costo per il personale a tempo determinato non ha fatto che aumentare. Passando da 1.525.573 e spicci, all’anno 2016 in cui la spesa tocca 1.884.208. Significa, nel giro di tre anni, un aumento di 358.634,79 euro.

Dunque sono usciti gli ultimi dati, ovvero quelli relativi al secondo trimestre del 2017. Visto che per svariati motivi legati alla stagionalità non si può paragonare trimestre per trimestre, quello che si può fare è andare a paragonare i primi due semestri del 2016 con quelli dell’anno in corso, per capire in quale direzione sta andando la spesa.

Come si vede dal grafico si preannuncia un altro aumento nei costi per il personale, con già un incremento a metà dell’anno di 82.361,65 euro.

A questo punto sarebbe utile capire come i vicini costieri dei riccionesi si comportano nel medesimo capitolo di spesa.
Sarebbe bello, ma se si vanno a consultare le pagine web dedicate al costo per il “personale non a tempo indeterminato”, che come s’è scritto qualche riga sopra dev’essere aggiornato trimestre per trimestre, casella di spesa per casella di spesa, si trova poco.
Il Comune di Cattolica, M5S (ovvero la trasparenza, ma solo in teoria, fatta gestione della cosa pubblica) dona al visitatore una sconfortante pagina bianca.
Il Comune di Misano Adriatico evita anch’egli di fornire il dato, ma dopo averti invitato a controllare di essere nella giusta sezione, ti allega un pratico modulo da compilare per avere chissà quando quello che dovrebbero dar loro di default.
Mentre, andando a nord del Marano, se si guarda nei dati del Comune di Rimini qualcosa si trova, qualcosa che non vuol dire tutto, ma come si dice, è meglio di niente. Per prima cosa, a Rimini, i dati sul personale a tempo determinato sono disponibili dall’anno 2012, ma in realtà è tutta finzione perché se si apre il file si scopre il costo del personale a tempo indeterminato per quell’anno, che è di certo bene saperlo ma non è quello che si cercava. Anno 2013, finalmente si trovano dei dati, che fanno ammontare il costo a 2.191.892,25 euro, e si specifica che 72.674,94 sono per un docente dell’Istituto Lettimi. Si passa all’anno 2014, e si fa un passo indietro: i dati sono solo per il primo trimestre. Quindi l’anno 2015, in questo caso la tabella è completa e si vede come il costo del personale a tempo determinato sia cresciuto fino ai 2.475.031,41 euro, intanto il docente del Lettimi non è più presente. Si arriva al 2016: niente numeri definitivi, solo i primi due trimestri per un totale provvisorio di 1.436.533,45. Del 2017 neppure una traccia.
Si può fare solo un confronto tra l’amministrazione riminese con quella riccionese per l’anno 2015, e con tutti i ma e i se che si possono sollevare nell’analisi di dati così macro, il Comune di Riccione, data la minore grandezza rispetto al capoluogo, non ne viene fuori come taccagno, anzi.

Resta però il merito, se così si può dire, nel rispettare una legge, e a Riccione i numeri sono pubblicati con rigore ogni trimestre. Mentre dai vicini dei riccionesi si gradirebbe un minimo di attenzione in più per i loro i cittadini; anche se si spera che per pubblicare tutte quelle tabelle quattro volte l’anno non occorra assumere qualche altro impiegato, naturalmente a tempo determinato. (FP)