Un performer esagerato (video)

Un performer esagerato (video)

Grazie, anonimo cantante, per abitare in un jukebox dove non è neppure necessario mettere monete.

In questa domenica “trés smaronée” di fine “fase 1” (perdonate il neologismo franco-maccheronico), ci capita di passare in bicicletta in una via di Rimini già piuttosto tranquilla e poco trafficata anche in periodi precedenti al Covid-19. Si sente una voce lontana che canta. Fa pensare al solito balordo stravaccato in macchina con il volume della radio alto. Invece, avvicinandoci, vediamo uno sparpagliato, esiguo numero di persone giovani e meno giovani che ascoltano canzoni davanti a un enorme jukebox giallo: una villetta (ultima di schiera) sulla cui terrazza un signore di mezza età coinvolge passanti e vicini con le proprie canzoni. È attrezzato all’uopo: altoparlanti, basi musicali e microfono. Lo scarno pubblico (di questi tempi i grandi numeri non sarebbero il massimo) gradisce e applaude alla fine di ogni brano. Non siamo arrivati all’inizio della performance, ma a spettacolo iniziato. Poco dopo dobbiamo abbandonare il concerto, ma terminato l’impegno che avevamo, almeno tre quarti d’ora più tardi, il cantante è tuttora immerso in una nuvola di note. Gli spettatori, peraltro molto composti e dotati di mascherine, sono ancora lì ad applaudire. Gli italiani non smentiscono mai la proverbiale attitudine alla musica e al canto. In questi giorni così complicati e difficili sono una vera cura per l’anima. Grazie, anonimo cantante, per abitare in un jukebox dove non è neppure necessario mettere monete. Mentre pestiamo sui pedali per rientrare a casa, il generoso performer sta accennando “Volare” di Modugno. Vorremmo rimanere lì, ma a casa ci attende un’altra irrinunciabile consolazione: la pizza da mettere in forno. Buona “fase2” a tutti.

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