Acquarena-Tecnopolo: la «parziale» costituzione di parte civile del Comune di Rimini

Acquarena-Tecnopolo: la «parziale» costituzione di parte civile del Comune di Rimini

La giunta Gnassi si sente danneggiata solo dai «reati commessi nell'ambito della gara pubblica per la realizzazione dell'impianto natatorio» mentre non vede profili di danno per quanto riguarda il Tecnopolo, vicenda che coinvolge alcuni dipendenti comunali. Biagini: "Non riesco a capire questa scelta".

Il Comune di Rimini si è costituito parte civile nel processo penale avanti al Tribunale di Rimini, ma «limitatamente ai reati commessi nell’ambito della gara pubblica per la realizzazione dell’impianto natatorio denomianto “Acquarena”». Lo ha fatto con una delibera di giunta del 29 settembre (con un titolo che può trarre in inganno perché fa riferimento al “PROCEDIMENTO PENALE A CARICO DI ACQUARENA SRL”), assenti sia il sindaco che il vicesindaco, in vista dell’udienza del gip che ha rinviato a giudizio 18 persone tra dipendenti comunali, imprenditori e professionisti a vario titolo coinvolti. Su quella che appare a tutti gli effetti una grossa vicenda che investe anche l’amministrazione comunale, abbiamo pubblicato l’intervista all’ex assessore ai lavori pubblici Roberto Biagini, che si concludeva proprio con questo passaggio: “Ho sentito più di una volta sia Gianluca Brasini (in Commissione Consigliare e nelle risposte alle interpellanze in Consiglio Comunale) che Andrea Gnassi rimarcare, correttamente, che il Comune di Rimini in questa vicenda è “parte offesa”. Bene, la coerenza impone alla Giunta di costituirsi parte civile per l’udienza del 16 marzo 2021. Ho già detto che sarebbe assolutamente vergognoso e avvilente se il Comune di Rimini non esercitasse l’azione civile in un processo penale di tale tenore. Andate a vedere le ultime deliberazione della Giunta Comunale sulle costituzioni di parte civile del Comune di Rimini per quali reati sono state deliberate, confrontatele con questa vicenda processuale e pesate le situazioni. Se rinunciasse alla costituzione torneremmo ai detti “andreottiani” di cui sopra”.

Di fatto però palazzo Garampi ha dato mandato all’avvocato Maurizio Ghinelli di “assistere all’udienza del 29.09.2020 in qualità di difensore della persona offesa (Comune di Rimini) per poi riferire in merito all’esito della stessa” e di “costituirsi parte civile nei confronti degli imputati, eventualmente rinviati a giudizio, avanti al Tribunale di Rimini, con tutti i poteri di legge quale procuratore speciale”. Il Comune di Rimini si è quindi costituito parte civile nel procedimento penale contro gli imputati rinviati a giudizio per la parte relativa ai reati connessi ad Acquarena: turbativa d’asta e falso materiale e ideologico. Mentre non si è costituito parte civile nei confronti dei dipendenti comunali imputati per il contestato falso verbale di collaudo del Tecnopolo. Perché questa scelta? Se lo chiede anche Biagini: “Ritengo positiva la notizia che il Comune di Rimini abbia deliberato la (doverosa) costituzione di parte civile nel procedimento penale di cui si discute. Non riesco a capire, però, la logica che ha portato l’ente a dividere, nell’ambito dell’unico procedimento penale, le fattispecie di reato e deliberare l’esercizio dell’azione civile nei confronti degli imputati coinvolti nella contestazione della “turbativa d’asta” e falsi documentali, connessi con la realizzazione (mancata) dell’impianto “Acquarena”, e non anche nei confronti degli imputati coinvolti nei falsi documentali e truffa aggravata, connessi con il collaudo del “Tecnopolo” (vicenda quest’ultima che vede coinvolti dipendenti comunali), visto che il Comune di Rimini è stato individuato persona offesa nell’ambito del procedimento penale globalmente inteso e visto il tenore degli atti d’indagine. In ogni caso restano senza risposte le domande politiche di “contorno”: perchè si è sentita la necessità di chiamare un soggetto da “Modena” per venire ad occuparsi di “questioni riminesi”? Chi ha legittimato il capo di Gabinetto del Sindaco ad introdurlo negli uffici di via Rosaspina e perchè?”

Domande che investono con una notevole forza d’urto il primo cittadino e la giunta, con risvolti politici evidenti. Questa la motivazione alla base della decisione della giunta: “In relazione alla vicenda Tecnopolo, non emergendo alcun profilo di danno, l’Amministrazione comunale non ha ritenuto di costituirsi parte civile nei confronti di alcuna delle persone rinviate a giudizio. Come atto dovuto, è stato avviato nei confronti dei propri dipendenti il procedimento disciplinare che è tuttora sospeso in attesa dell’esito del giudizio penale, così come prevedono le leggi in materia”. Cioè secondo il Comune sarebbe evidente la propria qualità di persona offesa dal reato solo in merito alla realizzazione dell’impianto natatorio “Acquarena”.