Andrea Gnassi si prende anche la Destinazione turistica romagnola

Andrea Gnassi si prende anche la Destinazione turistica romagnola

Ottantatrè enti locali coinvolti. Un cda formato di quattordici elementi, più una cabina di regia. E' l'area vasta del turismo, bellezza.

E’ sindaco di Rimini, presidente della Provincia e delegato Anci per il turismo. Da oggi è anche presidente di Destinazione Romagna. Per quali meriti turistici? Mah! Sta di fatto che la sua incoronazione è uscita questa mattina dalla assemblea dei promotori della Destinazione (i presidenti delle quattro province interessate). Un esercito di soggetti composto di 83 enti locali di cui 45 (4 Province e 41 Comuni) hanno aderito singolarmente e 38 per il tramite delle 5 Unioni di Comuni. Tutto elefantiaco, anche il cda, composto da 14 membri. Per Ferrara: Sabina Mucchi (sindaco di Fiscaglia e consigliere della Provincia di Ferrara con delega al turismo), Marco Fabbri (sindaco di Comacchio), Massimo Maisto (assessore al turismo del Comune di Ferrara). Per Forlì-Cesena: Cristian Castorri (assessore al turismo del Comune di Cesena), Mirko Capuano (assessore al turismo di Bertinoro), Matteo Gozzoli (sindaco di Cesenatico e consigliere della Provincia di Forlì-Cesena con delega al turismo). Per Ravenna: Luca Coffari (sindaco di Cervia e consigliere della Provincia di Ravenna con delega al turismo), Giacomo Costantini (assessore al turismo del Comune di Ravenna), Massimo Isola (vicesindaco con delega al turismo Comune di Faenza). Per Rimini: Enzo Ceccarelli (sindaco di Bellaria Igea-Marina), Stefano Giannini (sindaco di Misano e Consigliere della Provincia di Rimini), il Commissario straordinario del Comune di Riccione Immacolata delle Curti, Alice Parma (sindaco di Santarcangelo di Romagna e consigliere della Provincia di Rimini).
Ora la vedremo all’opera la Destinazione Romagna, applicazione della filosofia di area vasta al turismo.
Subentra anche nelle competenze provinciali turistiche, finanzierà gli IAT, il materiale informativo e i siti digitali di comunicazione, e la sua sede legale è a Rimini in Piazzale Fellini. I fondi arriveranno dalla Regione. La Destinazione turistica si avvale di una cabina di regia (da un minimo di 7 ad un massimo di 15 membri) con funzioni di concertazione sulle linee strategiche e programmatiche per le attività di promo-commercializzazione, alla quale partecipano soggetti privati dell’imprenditoria turistica locale e il presidente della cabina è affiancato da un coordinatore dell’imprenditorialità turistica (come fino ad oggi avveniva nelle Unioni di prodotto, cassate con la fine del 2016).

“Oggi giunge a compimento – commenta l’assessore regionale Andrea Corsini – il percorso amministrativo che ha portato all’istituzione della nuova Destinazione turistica Romagna. Si tratta di un risultato essenziale per dare attuazione alla nuova legge regionale sull’organizzazione turistica. Un risultato raggiunto grazie all’ottimo lavoro di squadra e la collaborazione tra gli enti interessati. Stiamo rispettando gli impegni presi: entro l’anno la legge sarà pienamente attuata e le tre Destinazioni diventeranno un tassello fondamentale del sistema dell’organizzazione turistica regionale”.
“Le quattro Province della Destinazione Romagna – è il commento del presidente della Provincia di Rimini, Andrea Gnassi – l’anno scorso hanno totalizzato circa 30 milioni di presenze e 6,5 milioni di arrivi. Siamo un distretto turistico naturale che, insieme, già oggi entrerebbe nelle prime 25 posizioni delle città al mondo con più arrivi turistici. Nell’arco di neanche 100 chilometri abbiamo i mosaici di Ravenna, il castello estense di Ferrara, l’Appennino, il mare, i borghi della nostra collina, Fellini, Piero della Francesca e il Tempio Malatestiano di Leon Battista Alberti. Per intenderci, la destinazione turistica Romagna registra il doppio delle presenze turistiche di una delle più importanti DMO (destination management Organization) del mondo – Barcelona Turisme. In questo quadro, l’istituzione delle destinazioni turistiche è un’opportunità nella ricerca di una nuova sintesi tra territori e prodotti turistici. Puntare alla valorizzazione dei territori in chiave di marketing turistico, senza appiattire la promozione sul solo prodotto ma facendo emergere lo scenario, il mix di offerta, identità e cultura in cui il prodotto prende vita, rivedere la governance complessiva e introdurre criteri qualitativi più selettivi, sono alcune delle principali priorità che la nuova legge persegue. Io credo che solo così, cavalcando le opportunità attraverso politiche di sistema, si possa vincere quella sfida per intercettare milioni di viaggiatori internazionali all’anno su cui sono impegnate molte altre località al mondo, investendo su sinergie piuttosto che divisioni”.