Italian Exhibition Group: si è dimesso Matteo Marzotto

Italian Exhibition Group: si è dimesso Matteo Marzotto

Rassegna dai quotidiani oggi in edicola

Matteo Marzotto si è dimesso da vicepresidente esecutivo di Italian Exhibition Group. Sconto di pena per l’ex fidanzato Gessica: «Quando esce starò attenta». E condanna dimezzata anche per lo strangolatore di Olga. Darsena verso il fallimento, Gnassi: "Andiamo tutti a Roma". Tassa di soggiorno: «Ho dovuto fare un mutuo per non finire in galera». Crédit Agricole incontra le imprese e promette fondi.

Matteo Marzotto si è dimesso da vicepresidente esecutivo di Italian Exhibition Group (L.For. G.Pao, La Stampa). “Lo si apprende da una comunicazione inviata ai dipendenti voluta dall’amministratore delegato di Ieg, Ugo Ravanelli. Le dimissioni di Marzotto erano previste da tempo ma, si apprende, erano attese solo dopo lo sbarco della società in Borsa, previsto adesso per il mese di dicembre. Non è stato possibile avere un commento da parte di Marzotto.” Da domenica ad oggi La Stampa ha pubblicato quattro servizi su Ieg. “Nei giorni scorsi La Stampa ha dedicato una serie di articoli alle vicende di Ieg che hanno messo in luce una serie di anomalie nella gestione della società, controllata dal Comune di Rimini e partecipata dal Comune di Vicenza”, scrive ancora il quotidiano di Torino. “La società ha replicato – anche in questo caso con una comunicazione ai dipendenti e non pubblicamente – che i rilievi sottolineati da La Stampa erano “datati”. Nei giorni scorsi si è dimesa anche la responsabile dell’organismo di vigilanza interno, l’avvocato vicentino Claudia Domizia Perucca Orfei”.

Il Giornale di Vicenza pubblica la lettera di dimissioni di Marzotto. “Dissento su tutto”. Fra le motivazioni alla base delle dimissioni del vicepresidente esecutivo di Italian Exhibition Group c’è anche il trattamento ricevuto dal socio di minoranza, “troppo spesso mal tollerato a tenuto in disparte, anche in occasioni di importanti decisioni, come quella dell’assegnazione della progettazione per gli ampliamenti dei quartieri fieristici, portata in Cda dall’ad Ravanelli a cose ampiamente fatte e per mera informativa”, ma pure il “licenziamento di Corrado Facco, che ha evidentemente pagato dazio per la sua provenienza e, forse, addirittura per la sua estraneità al contesto riminese di cui gli organi di stampa stanno dando in questi giorni quello che appare un triste resoconto. Il nostro modo di vedere è opposto praticamente su tutto, tranne che sulla bontà della fusione delle due società fieristiche e della loro quotazione in Borsa”.

Sconto di pena per l’ex fidanzato, Gessica: «Quando esce starò attenta» (Alessandra Nanni, Carlino Rimini). “Due ore di Camera di Consiglio, per i giudici di Corte d’Appello di Bologna sono stati sufficienti per infliggere 15 anni, cinque mesi e venti giorni di carcere a Eddy Tavares. Quasi tre in meno di quelli presi in primo grado nei due processi separati, grazie alla continuazione riconosciuta dal Tribunale. Finito di scontare la pena, il capoverdiano che ha sfregiato Gessica Notaro verrà espulso dall’Italia”.

E condanna dimezzata anche per lo strangolatore di Olga. “Michele Castaldo, 56 anni, operaio cesenate, era stato condannato in primo grado a 30 anni di carcere. Mercoledì, colpo di scena di Corte d’Appello, dove i giudici sono usciti con una sentenza a 16 anni, dopo avergli concesso le attenuanti generiche. «Non c’è giorno che non pensi a quello che ho fatto – ha detto Castaldo alla Corte – che non pianga per Olga. Non ci sono parole per quello che ho fatto, e voglio che le mie case vadano a sua figlia». Ola Matei, 46 anni, era una moldava trapiantata a Riccione da una vita” (Carlino Rimini).

Darsena verso il fallimento, Gnassi: “Andiamo tutti a Roma” (Corriere di Rimini). “Tenete botta. Da Rimini portiamo la vostra protesta direttamente a oma. Il problema è nato là e va risolto”. E’ l’appello del sindaco Andrea Gnassi, lanciato ieri mattina in piazza Cavour, durante la manifestazione delle marine italiane, messe a rischio dall’aumento dei canoni demaniali. La prima a finire nel mirino del Demanio è stata la Darsena di Rimini gestita da Marina Blu. In poche parole: può fallire”.

Tassa di soggiorno: «Ho dovuto fare un mutuo per non finire in galera» (m.gra., Carlino Rimini). “L’altro giorno sono andato nella mia banca dove ha acceso un mutuo per riuscire a pagare tutto quanto, arretrati compresi. Ed evitare di finire in galera. Anche perché se mi vengono a prendere io i soldi non li ho”, dice uno dei venti albergatori indagati per avere evaso la tassa di soggiorno. “Ma io non posso tenermi soldi del Comune in casa, o in banca. Tra tassa di soggiorno e Tari diventa pesante. Io lavoro 12-14 ore al giorno e non mi resta niente. Sa che in otto anni sono invecchiato di 18? Mi chiedo gli altri come fanno. Specie chi vende la camera per 20 euro”, dice fra l’altro l’albergatore.

Crédit Agricole incontra le imprese e promette fondi (Erika Nanni, Corriere di Rimini). “Cosa vi aspettate da un grande gruppo bancario come Crédit Agricole?” Una domanda che Giampiero Maioli, responsabile di Crédit Agricole Italia, ha posto personalmente a rappresentanti istituzionali e imprenditori della zona. E’ al radicamento sul territorio che mira infatti la banca nata sotto il tricolore francese. Una sfida che i manager della banca che ha recentemente assorbito l’insegna di Carim non hanno tardato ad accettare”.

Acustica del Galli, intonazione in corso (Corriere di Rimini). Alle lamentele di alcuni lettori pubblicate dal Corriere di Rimini, su “criticità nell’acustica del teatro Amintore Galli”, risponde oggi l’ing. Lamberto Tronchin, responsabile della progettazione acustica dei lavori di ricostruzione del teatro. “L’acustica del teatro di Rimini è tra le migliori dell’intero panorama internazionale dei teatri d’opera. E questo lo si può affermare a voce alta o bassa. Quello comunque è”, scrive in conclusione Tronchin.