Lunga vita all’Artrov, unica nota positiva nel “suk” di Borgo Marina

Lunga vita all’Artrov, unica nota positiva nel “suk” di Borgo Marina

La minaccia di chiudere la definisce una "provocazione". Dopo che, oltre a non avere nemmeno uno stallo per il carico e scarico, si era visto appioppare una scarica di contravvenzioni per divieto di sosta. Ora il Comune gli ha appena concesso due permessi temporanei. Parla Riccardo Bianchini. Ma in sostegno dell'Artrov si schiera anche Tiziana Cogoni, presidente del Nuovo Comitato di Quartiere Borgo Marina. E dice: "Noi gli faremmo un monumento".

Nell’agosto del 2013, i locali del malfamato bar Terminator, al numero 21 di piazzale Cesare Battisti, a un sospiro dalla stazione ferroviaria, tornano nella disponibilità del Comune di Rimini. A luglio del 2018, dalla mefitica palude dell’ex caffè sboccia l’Artrov, bar/trattoria a prevalente vocazione culinaria locale. Nelle intenzioni e in linea con gli accordi presi tra gestore e Pubblica Amministrazione, nei cinquecento e passa metri quadrati esterni, si prevedono anche eventi culturali e spettacoli di vario genere. L’obbiettivo è ambizioso, forse impervio, ma la zona necessita di essere riqualificata. A ben guardare, lo sarebbe l’intero quartiere di Borgo Marina. Comunque sia, si vuole gettare nel cestino dei brutti ricordi il doloroso capitolo del passato degrado per regalare nuova vita al luogo e richiamare un genere di clientela ben diversa da quella di un tempo.

Dopo avere “shakerato” per anni la peggior feccia locale, peraltro ben assortita con quella di importazione, il posto, ora gestito da una società che da tempo opera nel mondo della ristorazione, diventa finalmente sano, ordinato e pulito. Dopo impegnative opere di risanamento, costate denaro e fatica, l’Artrov si presenta come un locale del tutto normale, ma molto accogliente e ben illuminato. Una nota di allegrìa data dalle caratteristiche luci che accomunano molte trattorie italiane. In virtù di questo, piazzale Cesare Battisti ha goduto di una decisa spinta propulsiva verso la possibile resurrezione di quello snodo di cruciale importanza, congiunzione tra la zona mare e il centro storico, frequentato dall’intenso transito pedonale (specialmente estivo).
Per i meno giovani, come da caroselliana memoria, una volta detronizzato il degrado (rappresentato da Joe condor), grazie alla fermezza dimostrata dal patron del locale, Riccardo Bianchini (nelle vesti del Gigante Amico) finalmente è tornato il sereno nella valle. Certo, ma non per il gestore dell’Artrov che di recente ha denunciato un certo accanimento di alcuni agenti della Polizia Municipale nei suoi confronti. In sintesi, Riccardo Bianchini lamenta il fatto che da luglio scorso, dopo un diverbio avuto con un agente (a causa di un’incomprensione), lui e i suoi familiari hanno collezionato un numero spropositato di contravvenzioni per divieti di sosta. Questo, proprio nelle vicinanze della trattoria che gestisce. E sostiene che la situazione è diventata talmente insopportabile da meditare di abbandonare tutto: baracca, burattini e cedolini (di pagamento).

Siamo andati a chiedergli se veramente sia nella determinazione di mettere in pratica la minaccia di ritirarsi.
«Ma no, era ed è una provocazione, ma creda che non è piacevole che oltre ai normali grattacapi che derivano da un’attività e in una zona “calda” come questa, a complicarmi la vita ci si mettano anche le istituzioni. Sarà un caso, ma da quando ho avuto quel battibecco, l’attenzione nei confronti delle nostre auto in sosta è aumentata considerevolmente».

Non avete una “R” gialla o uno stallo di carico/scarico riservato al locale?
«Ne ho fatto richiesta già molti mesi orsono. Non è che si parcheggi dove capita per capriccio, ma da queste parti possibilità di sosta per auto ce ne sono veramente poche. Consideri che il mio lavoro spesso è frenetico. Capita che mi debba assentare improvvisamente per fare acquisti o per altri problemi e al ritorno è difficile ritrovare libero il posto lasciato. E girare in tondo per decine di minuti, non me lo posso permettere. Dovrebbero avere un minimo di comprensione».

Se non altro un po’ di gratitudine per avere ripulito e riconsegnato alla città un posto che era finito nel più totale abbrutimento.
«Fino a non molto tempo fa in zona stazione non c’era balordo che non avesse accomodato le sue nobili chiappe sulle sedie del Terminator. Oggi, all’Artrov quella “brava gente” non mette più piede. Quando ci hanno provato si sono trovati davanti un muro di granito. Abbiamo deciso di far monitorato il locale 24 ore al giorno da personale autorizzato e professionale perché se quel genere di clientela avverte anche solo un minimo di debolezza, prende il sopravvento in men che non si dica. Poi, valli a cacciare… ».

Nessuno pensa che l’amministrazione comunale debba genuflettersi davanti a lei, ma riconoscere che la zona è molto cambiata e decisamente in meglio, le andrebbe riconosciuto.
«L’asta di aggiudicazione per la concessione del locale è andata deserta numerose volte. Evidentemente gli imprenditori locali non erano tanto ottimisti circa l’operazione offerta dal comune di Rimini. Un minimo di considerazione, se non proprio un occhio di riguardo verso chi si è messo pesantemente in gioco, sarebbe giusta. Consideri poi che in inverno diamo occupazione a dieci dipendenti, ma durante il periodo estivo diventano sedici. Non chiedo chissà quali privilegi. Solo di lavorare in pace. E usufruire almeno di uno stallo».

In verità, da queste parti grandi opportunità di posteggio non ce ne sono.
«Forse il Comune potrebbe pensare di destinare un’area dietro alla chiesa di San Nicolò. Sarebbe un’idea…».

Uno dei tanti eventi organizzati dall’Artrov, in questo caso con gli scolari della primaria Luigi Ferrari

Avete organizzato eventi culturali, come concordato con l’amministrazione comunale?
«Abbiamo dato vita a diverse manifestazioni. Hanno avuto grande successo e partecipazione di pubblico, a cominciare da quelle con gli scolari della scuola primaria Luigi Ferrari. Nel giardino intitolato all’eroe Silver Girotti hanno seguìto un corso per imparare a impastare e poi stendere la sfoglia. Gli stessi scolari, con insegnanti, genitori e autorità cittadine si sono ritrovati qui all’Artrov anche nel periodo natalizio. Abbiamo organizzato anche un concerto, la presentazione di un libro e a fine settembre perfino un meeting di boxe sponsorizzato dal Club Lions Ariminus Montefeltro. Nell’occasione il giardino Silver Girotti era pieno zeppo di gente. Sono intervenuti allenatori ed ex pugili di fama internazionale. E’ stato un incontro indimenticabile. E un modo estremamente efficace per ribadire che lo sport tiene lontane le persone da vizi e droghe. Abbiamo avuto anche il gradito patrocinio del Comune di Rimini. Il Borgo Marina deve rinascere, di imprenditori disposti ad investire ce ne sono. Rimini non è solo centri commerciali, ma un tessuto di piccoli artigiani e imprenditori».

Quindi, a parte la particolare attenzione, ehm… che i vigili urbani hanno nei suoi confronti, l’Amministrazione della città, non l’ha abbandonata. Le sta vicino…
«Devo essere sincero e intendo riconoscere merito a chi ne ha: inizialmente, per una particolare situazione logistica, avevo chiesto che venissero potate alcune siepi del giardino per sottrarre agli spacciatori la vegetazione che serviva loro a mo’ di paravento per il quotidiano smercio di morte. Le consuete lungaggini burocratiche prevedevano tempi biblici e mille difficoltà. Ebbene, appena ho fatto presente la cosa all’assessore Jamil Sadegholvaad, questi mi ha detto che avrebbe risolto il problema in meno di una settimana. Così è stato. Pochi giorni dopo, la siepe è stata drasticamente ridotta in altezza. E gli spacciatori hanno traslocato. L’assessore ha risolto il problema in un attimo. È stato di parola, ha onorato ciò che mi aveva detto e di questo lo ringrazio molto».

Fin qui le dichiarazioni di Riccardo Bianchini. Abbiamo parlato anche con Tiziana Cogoni, presidente del Nuovo Comitato di Quartiere Borgo Marina. Ecco il suo punto di vista.
«Quando il signor Bianchini ha accettato la sfida di ristrutturare e gestire il locale, temevamo fosse un temerario lanciato verso l’autodistruzione. Invece, e con grande merito, è stato bravo, incisivo e ha saputo dimostrare con i fatti che con dedizione, impegno e professionalità anche le situazioni più ostiche si possono far virare verso la normalità. Nessuno pensi che sia facile, ma l’Artrov è la dimostrazione tangibile che se si vuole è possibile. Riccardo Bianchini, la propria parte l’ha fatta. I risultati si vedono. Si spera che il Comune faccia altrettanto e anche di più, ampliando l’orizzonte a tutto il Borgo Marina che è ridotto a uno sfacelo. Noi che lo abitiamo da anni e ne conosciamo la lenta e inesorabile trasformazione, lo sappiamo bene. La politica locale, per un malinteso senso di accoglienza ne è in larga parte responsabile».

A proposito di decoro urbano

Questa parte di centro storico è quasi completamente in mano a comunità afro asiatiche i cui usi e costumi non sempre coincidono con i nostri e particolarmente con le locali regole sociali. È cosi?
«Jamil Sadegholvaad, che ha una sfilza di incarichi importanti (sicurezza e legalità, igiene pubblica, lavori pubblici, attività economiche; ndr) un paio di anni fa ha dettato le nuove disposizioni per il decoro urbano con particolare riferimento alle attività commerciali. Non sto a elencare le condotte che dovrebbero tenere gli operatori economici (e non solo loro) al fine di “tutelare la bellezza e la fruibilità dei luoghi di Rimini”, come sostenuto dall’assessore. La domanda la faccio io a lei. Si guardi intorno e mi dica: quello che vede le sembra decoroso?».

No, per niente. Il fatto è che di regole se ne possono imporre in quantità. Però vanno fatte rispettare.
«Certo. Bisogna volerlo. Nel Borgo Marina ci sono decine di negozietti. Tutti vendono le stesse cianfrusaglie. A chi? Non si sa. Di che vivono? Chissà. Come fanno a pagare affitti e tasse? La maggior parte delle tasse per la raccolta rifiuti non vengono pagate. Nel 2015 un consigliere comunale ha richiesto un “accesso agli atti” riguardante il 2014 (Palazzo Garampi non gli dava risposte). È risultato che la stragrande maggioranza dei commercianti non ha mai pagato un centesimo di TARI. Tra essi anche alcuni dei soliti furboni italiani. Come si auguravano i nostri politici più illuminati, da parte degli extracomunitari di Borgo Marina c’è stata una grande integrazione…».

Ottimo risultato: si sono ispirati agli italiani che non pagano le tasse.
«In compenso, il disavanzo è stato spalmato su tutti i riminesi».

Gli stalli bianchi sempre occupati da chi gestisce i negozi

Voi vivete nella zona apparentemente più problematica di Rimini…
«Elimini “apparentemente”. In pieno centro storico, un intero quartiere sembra essersi trasfigurato in uno scalcagnato suk di terz’ordine. Chi venda, e cosa venda a chi, è un mistero. Ma il quadro è questo: sfaccendati seduti sui marciapiedi a bere birra e fumare, carrelli per trasporto colli perennemente parcheggiati fuori dai negozi, serrande arrugginite o imbrattate, vetrine impresentabili, tende parasole di color sudiciume, poi spacciatori, urinatori seriali e occasionali. E per finire, solo per far capire a chi non vive qua i disagi che dobbiamo sopportare tutti i giorni, devo dire che nella strada dove abito gli stalli bianchi sono appannaggio esclusivo dei commercianti di cui sopra. Si danno voce appena si libera un posto e lo occupano con i loro furgoncini che lasciano a stazionare là per giorni e mesi. E noi? Noi ce la prendiamo in saccoccia, per non dire di peggio. Se poi volessimo vendere casa e trasferirci altrove, il valore degli immobili, grazie a quanto appena detto, sono letteralmente precipitati. Il bello è che l’assessore Sadegholvaad sostiene che “a Rimini si nota una crescente integrazione da parte degli extracomunitari con conseguenti ricadute positive per l’immagine della città e per il turismo”. Evidentemente noi abbiamo visto un altro film».

L’esperienza dell’Artrov avrebbe dovuto insegnare qualcosa.
«Noi preghiamo ogni giorno che l’Artrov continui nella stessa, virtuosa direzione. È l’unica nota positiva che si sia registrata da queste parti. Piazzale Cesare Battisti ha cambiato faccia. Sarebbe augurabile che una realtà come quella venisse replicata perché ha portato una ventata di normalità, di serena allegria e costretto certi individui a tornarsene nella fogna. Noi del Comitato, a Riccardo Bianchini faremmo un monumento, altro che verbali e sanzioni. Bianchini, beato subito!».

Notizia dell’ultima ora da parte di Riccardo Bianchini: «mi hanno appena concesso due permessi temporanei per parcheggiare di fianco al locale. È già qualcosa. Vedremo se poi ci saranno ulteriori sviluppi».